29 dicembre 2002

Una sceneggiatura di Giovanni Monaco del 1999.
Un tono surreale e sbandato, una storia senza storia, personaggi non persone, spazi senza luoghi, tempi senza date.
Chissà se troverà un regista e un produttore . . .

 

 

FALLO ANCORA RAPITATA !

E’ l’interno di un capannone abbandonato. Grandi finestre dalle quali entra un timido sole di fine giornata. La CAMERA scorre ad altezza terra tra le colonne di questa enorme stanza semideserta. In fondo nell’angolo si intravedono due persone. Sono due ragazzi: uno è appoggiato accovacciato all’angolo, l’altro gli sta davanti semi in ginocchio. Avvicinandosi con la CAMERA ci si accorge che i due stanno parlando.

Un inquadratura laterale dal basso li coglie mentre il ragazzo appoggiato all’angolo è in procinto di farsi una pera(dose di eroina). I DUE hanno un’espressione molto tesa e sudano abbondantemente.

 

CUT TO:

INT. CAPANNONE GIORNO

 

RAGAZZO DI FRONTE

(cercando di nascondere la sua impazienza)

E allora?

RAGAZZO ALL’ANGOLO

Cosa?...

RAGAZZO DI FRONTE

Quand’è che la farai finita, eh?

 

Il RAGAZZO ALL’ANGOLO non risponde.

INT. CAPANNONE GIORNO

RAGAZZO DI FRONTE

(sudante e oramai irrequieto)

Non capisci che ti va a distruggere? Ti distruggera’, fai qualcosa, falla uscire dalla tua vita.

RAGAZZO ALL’ANGOLO

Hai ragione.

RAGAZZO DI FRONTE

Si, ho ragione.

RAGAZZO ALL’ANGOLO

Sai che faccio?

RAGAZZO DI FRONTE

(guardandolo fiducioso e allucinato)

RAGAZZO ALL’ANGOLO

L’ammazzo.

La rapisco e poi l’ammazzo.

RAGAZZO DI FRONTE

(oramai intuendo la geniale idea)

Bravo! Ti darò una mano io, vedrai.

RAGAZZO ALL’ANGOLO

(autoconvincendosi)

Si, la rapisco e l’ammazzo.

 

La scena si dissolve in nero con i due che portano un intenso sguardo di intesa.

CUT TO:

E’ sera. Il cielo e’ stellato. Si intravede una cosa in aperta campagna senza muri ne’ recinti. Solo campi attorno e qualche pioppo. Nella c’e’ qualcuno e le finestre sono accese. Si intravedono al buio due sagome, una alta e una bassa. Sono la NONNA MATILDE e MATICA. MATICA e’ un bambino di circa 5 anni.

A poche centinaia di metri davanti alla casa passa un mini-torrente a sponde basse. NONNA MATILDE e MATICA si siedono sul bordo del torrente.

EXT. CAMPAGNA NOTTE

NONNA MATILDE

Guarda, guarda che buio e che stelle eh?, MATICA.

MATICA

Si.

NONNA MATILDE

Hai visto quante sono?

MATICA

Quante?

NONNA MATILDE

10 milioni 850 mila.

MATICA

(stupefatto)

Quante, anch’io voglio contarle

NONNA MATILDE

Il prossimo anno a scuola. Fanno lezioni notturne anche.

 

MATICA

Si?

 

Ad un tratto dal torrente scendono decine di ceretti che lo illuminano e i due guardano stupefatti.

EXT. CAMPAGNA NOTTE

NONNA MATILDE

Guarda, guarda, guarda. Hai visto quante candeline MATICA?

MATICA

Quante?

45, 46 forse. Ti piacciono MATICA?

MATICA

Si.

NONNA MATILDE

Vengono dalla città.

Mia nonna mi insegnava che in città lo fanno tutti gli anni alla fine dell’estate. Adesso e’ settembre, l’estate e’ finita ed ecco che lo fanno ancora.

MATICA

Domani andiamo in città così porto anch’io una candela che la vedo qua a casa, dopo.

NONNA MATILDE

Eh no, adesso devi aspettare l’anno prossimo quando sarai a scuola.

 

Ad un tratto un fuoco artificiale scoppia in cielo da lontano e una voce di donna con altre voci si odono.

EXT. CAMPAGNA NOTTE

VOCE OFF SCREEN DI DONNA

Hai visto MATICA?

MATICA

Artificio.

VOCE OFF SCREEN DI DONNA

No, fuoco artificiale.

MATICA senza voltarsi ripete la parola spifferandola ma ormai il suo sguardo è attratto dai fuochi artificiali che si riflettono sul suo viso.

Ad un tratto un fuoco bianco si apre nel cielo e tutto si dissolve in una fresca e limpida mattina di settembre.

CUT TO:

PILUPO esce di buon ora nella corte e si avvicina al pagliaio fischiettando. PILUPO e’ alto 1 metro e 70, capelli nero grigi, vestito da contadino con uno sguardo molto introverso e silenzioso; sui 50 anni abbondanti.

Entra quindi nel pagliaio e stupito vede qualcosa che lo fa tornare in casa a riferire.

INT CASA-CUCINA GIORNO

MILENA, la moglie e’ in cucina che prepara il pranzo. Una cucina per così dire molto rustica.

PILUPO

(facendo un gesto con la mano per farsi seguire)

MILENA

(urlando)

Che c’è, che c’è adesso!!

Ma dì qualcosa no?!!!

 

PILUPO esce e si dirige al pagliaio mostrando a MILENA la sua scoperta.

INT. PAGLIAIO GIORNO

MILENA

(mettendo le mani sulla bocca e spalancando gli occhi)

Oh mio Dio, e che e’ questa?

 

C’e’ una ragazza sdraiata sulla paglia. Capelli castani lunghi tenuti da una coda. Porta un vestito pezzo unico con una gonna a fiori. Età sui 25 anni. La ragazza e visibilmente incinta.

INT PAGLIAIO GIORNO

 

MILENA

(urlando allarmata)

FRACASSO! FRACASSO vieni qua subito, porta la forca.

 

La RAGAZZA INCINTA si sveglia e si guarda attorno stordita ma non intimorita. Nel frattempo FRACASSO, un giovanotto molto alto e dall’aspetto burbero, arriva per assistere allo stupore degli altri. FRACASSO è sui 30 anni, capelli castano-scuri, testa grossa e due occhioni inverosimilmente azzurri.

INT PAGLIAIO GIORNO

FRACASSO

(scoppiando in una risata ottusa)

E volevi la forca per questa?!!

MILENA

(imbestialita)

Stai zitto che adesso vediamo cosa ci faceva qua!!

RAGAZZA INCINTA

Sono arrivata qui per sbaglio e mi sono addormentata, scusate. Ora me ne vado.

MILENA

(stupefatta dalla tranquillità della risposta)

Ma no, ma no dai che ti offro una colazione.

E’ che qui sai, non si sa mai....

Piuttosto come ti chiami?

RAGAZZA INCINTA

RAPITATA o almeno credo.

FRACASSO

Come almeno credo?

RAPITATA

Eh, almeno così mi chiamavano quei due che volevano farmi del male.

MILENA

Chi voleva farti del male e perchè non ti ricordi il nome?

RAPITATA

Ho perso la memoria qualche mese fa e.....(un po’ triste) adesso questo.

MILENA

Vuoi che chiamiamo la polizia?

 

 

RAPITATA

No, per amor del cielo. Quei due mi troverebbero e poi io comunque non saprei dove andare.

FRACASSO

Offriamogli qualcosa da mangiare, dai ‘ma.

MILENA

Vieni dentro forza.

 

CUT TO:

MILENA sta cuocendo delle uova in padella con la nonna che gira intorno e il bambino MATICA.

INT CUCINA GIORNO

MILENA

(dondola le spalle)

.....e non li conoscevi questi?

RAPITATA

No, sono stata con loro un po’ ma tutto qua.

MILENA

Meglio così dai.

Ma non ti ricordi proprio niente niente di te?

RAPITATA

Niente di niente. Neanche un ricordo, un viso, una frase, niente.

MILENA

(sorridendo)

Mah, è strano, io ogni tanto mi dimentico qualcosa ma non come te.

(servendo il caffè con le uova)

E qui c’è il caffè.

RAPITATA

C’ha mica una correzione signora?

MILENA

MILENA, MILENA. Chiamami pure MILENA.

Adesso te la porto.

RAPITATA

Grazie.

NONNA MATILDE

E’ strano però che tu non abbia trovato nessuno che conosci. C’hai l’accento di queste parti non come quei slavi o marocchini ancora di più, che li senti subito che non sono italiani.

RAPITATA

(mangiando)

Non so signora.

NONNA MATILDE

Io sono la NONNA MATILDE, chiamami MATILDE se vuoi.

RAPITATA

Okay nonna. Forse ce l’avevo anch’io una nonna.

NONNA MATILDE

Ah si certo, per forza. Tutti c’abbiamo la nonna e se no....

RAPITATA

(sorridendo forzatamente)

Non si spiega è vero.

NONNA MATILDE

Mia nonna mi diceva che la nonna e’ la nonna di tutte le nonne.

RAPITATA

(un po’ stupita)

Si anche mia madre.

NONNA MATILDE

Ecco si.

Nel frattempo torna MILENA con della grappa.

INT CUCINA GIORNO

MILENA

Qua c’è della grappa ma, sta attenta che è forte, eh?

NONNA MATILDE

Quanto c’avra’ lì il tuo bambino?

RAPITATA

(mangiando in fretta e bevendo caffè)

Credo sei ma non sono sicura.

MILENA

Non c’hai dolori o cosa, vero?

RAPITATA

No non ancora.

MILENA

Ecco, mi raccomando che se c’hai problemi c’abbiamo il furgone qua fuori e ti portiamo dal medico.

RAPITATA

Ma no, per adesso sto bene.

MILENA

Ecco, quando hai finito lì, su di sopra c’abbiamo una stanza. Vai su e ti riposi per bene che la paglia è per i muli; sembri un po’ stanca, sai?

RAPITATA

Grazie signora ma, sembro sempre così, è di natura.

MATICA

L’accompagno io ‘ma.

MILENA

Bravo, tu fai l’ometto di casa e l’accompagni su. Stanotte dormi qua che con quel pancione bisogna stare attenti.

 

RAPITATA sembra non dire niente ma sembra acconsentire.

CUT TO:

La scena è ancora in cucina ma la sera sembra essere calata. La famiglia si e’ riunita mentre RAPITATA è ancora su che dorme.

INT CASA SERA

FRACASSO

MATICA, dammi il pane.

MATICA

(distratto)

Pane.

FRACASSO

‘Ma il pane dai.

MILENA

Toh il pane.

 

PILUPO è un uomo di poche parole, anzi quasi non parla per niente. Si esprime solo a gesti pur sapendo parlare e fischietta molto. PILUPO guarda la moglie come se chiedesse di RAPITATA.

INT CASA SERA

MILENA

Non lo so, è su che dorme.

PILUPO scuote la testa come a dire che non capisce.

 

MILENA

E’ strana. Mi sembra strano che non possa ricordare niente del suo passato. E’ troppo, capisci?

PILUPO acconsente con la testa e continua a mangiare. Ad un tratto sbuca fuori RAPITATA tutta assonnata.

INT CASA SERA

MILENA

RAPITATA, sei sveglia finalmente. Ho pensato che fossi stanca e ti ho lasciato dormire.

RAPITATA

Si, forse ero proprio stanca.

FRACASSO

(combattuto e timido)

Siediti, vuoi sederti?

MILENA

Mangia qualcosa, dai.

 

PILUPO si alza ed esce di scena tornando con una chitarra classica. Inizia ad intonare le frasi di una canzone da opera con voce maestosa e profonda mentre accorda la chitarra. Poi NOMADI per tutti.

La NONNA batte le mani. MATICA gioca col pane mentre gli altri parlano.

INT CASA SERA

MILENA

La NONNA va matta per la musica, l’opera.

Abbiamo comprato lo stereo e le cassette solo per lei.

FRACASSO

Alla domenica mattina solo opera.

RAPITATA

Domani, allora.

MILENA

Si, ma domani andiamo a trovare un parente in città che c’è una grande festa.

FRACASSO

Tu puoi venire con noi!

RAPITATA

(imbarazzata e seria)

Non...

MILENA

Ma si dai che ti diverti. Ci son le giostre, tanta gente e magari trovi qualcuno.

FRACASSO

Andiamo col furgone, ci stiamo tutti.

Ora PILUPO chiama con un fischio facendo cenno di avvicinarsi.

INT CASA SERA

 

FRACASSO

Che c’è adesso?!

(poi si alza)

MILENA

(eccitata e serena)

Mio marito non parla mai, canta e fischia e basta. Quando lo metti al centro dell’attenzione non è più lui; guarda, guarda cosa fa.

 

Ora FRACASSO gli sta davanti, in piedi e cerca di capire che cosa sta cercando di dirgli; è un gioco.

PILUPO si prende dalla tasca una moneta e l’appoggia premendo sulla fronte. Si da quindi 2 botte dietro la nuca e la fa cadere. PILUPO gli fa capire che facendolo a lui nemmeno con 3 botte sarebbe riuscito a farle cadere. Tutti guardano incuriositi la sfida magica. FRACASSO era un po’ imbarazzato ma felice di essere anche lui al centro dell’attenzione.

INT CASA SERA

FRACASSO

Allora, dai, 3 botte e cade, ....anche meno.

 

PILUPO gli appoggia la moneta con i due pollici e fa finta di mugugnare qualche frase satanica o di magia; poi togliendo le dita toglie anche la moneta senza che FRACASSO se ne accorga.

FRACASSO inizia quindi a dare pesanti pacche sulla sua nucca senza riuscire a capire che la moneta non c’è più. Tutti scoppiano in una fragorosa risata dopo la terza botta, con FRACASSO che insiste alla 4a 5a 6a botta sempre più forte.

Ad un tratto il baffuto PILUPO gli fa vedere la moneta tra le dita e a questo punto si scorge l’imbarazzo di FRACASSO che no sa se ridere o nascondersi.

La NONNA applaude, MATICA anche, RAPITATA forse per la prima volta e persino la moglie MILENA.

Nel frastuono generale che PILUPO ha creato l’immagine si dissolve in nero.

CUT TO:

La CAMERA scorrendo riprende quasi in una danza il soffitto, le scale che salgono, il lampadario in alto mentre la musica de "I PURITANI, SON SALVO ALFIN", di BELLINI si ode ovunque.

E’ RAPITATA che vaga per la casa quasi stupefatta guardandosi attorno. Fuori è una limpida giornata di sole.

MATICA corre impazzito per la casa saltando dalla gioia, dicendo cose del tipo "Quante tazze, quante pentole, 1000 forchette, 8 stelle".

MILENA sta preparando della colazione mentre PILUPO è in piedi sulla soglia della porta che fuma la pipa fischiettando.

INT CASA GIORNO

MILENA

Buongiorno RAPITATA

Come va?

RAPITATA

Bene, grazie.

MILENA

Taci MATICA!!

MATICA

Quand’è che partiamo?

MILENA

Adesso, adesso!

Hai tutto tu RAPITATA?

RAPITATA

Si sono pronta

 

Escono e FRACASSO e’ già dentro il vecchio furgone blu scolorito, pronto a guidare. Tutti entrano e partono.

 

CUT TO:

INT FURGONE GIORNO

MATICA

Lo zio BASURERO mi porta in giostra vero?

MILENA

(dandogli una schiaffa sulla nuca)

E smettila di chiamarlo BASURERO.

MATICA

Ma lo chiamano tutti cosi’.

MILENA

Non mi importa, è tuo zio e mio fratello anche, chiaro?

MATICA

BASURA allora.

MILENA

(rischiaffeggiandolo)

Ma dove hai imparato ‘ste parole?!

MATICA

MARNIE me l’ha detto.

MILENA

MARNIE è troppo grande per te.

MATICA

Beh, è simpatica.

MILENA

(rivolgendosi a RAPITATA)

Andiamo da mio fratello, si chiama OLINTO, è un brav’uomo ma la figlia è poco più piccola di te ed è una peste. Non sa più cosa inventare.

FRACASSO

(sempre urlando)

Guarda, laggiù c’è il paese, noi andiamo alla città. E’ bella e molto grande, ci sei mai stata?

RAPITATA

Non mi ricordo.

FRACASSO

Ah si dimenticavo, è che ormai ti considero della famiglia.

MILENA

(guardandolo storto)

FRACASSO

.....quasi voglio dire.

PILUPO

(con un gesto gli offre un tiro di pipa)

RAPITATA

No grazie, non adesso. Dopo semmai.

MILENA

E spegni quella pipa, non in macchina e poi il bambino e anche il suo di bambino!!

 

PILUPO senza scomporsi più di tanto svuota la pipa fuori dal finestrino.

CUT TO:

Finalmente arrivano in città. La città assomiglia più ad un paese per via delle vecchie case basse, la gente cammina per le strade e la festa è nell’aria. Si ode della musica da lontano da giostrari.

Scendono quindi davanti a casa di BASURERO. BASURERO va incontro alla sorella solare e festoso accoglie la famiglia.

EXT STRADA GIORNO

 

BASURERO

MILENA, PILUPO!!Venite dai entrate.

MILENA

Ciao OLINTO.

PILUPO saluta con un cenno sorridendo.

BASURERO

Hey, cowboy come stai?

MATICA

(sorridendo)

Ciao zio....BASURERO.

BASURERO

(guardando MILENA divertito)

MILENA

Ah caro, non guardare me, dillo a tua figlia.

 

INT CASA GIORNO

BASURERO

Ho messo tutto, tutto in ordine. Non sembra più la stessa, come ogni anno.

 

MILENA

(meticolosa)

Già, vedo.

 

La casa e’ vecchiotta e l’arredamento e’ vecchio ma accogliente; una specie di casa della nonna.

BASURERO

E la nonna? L’avete lasciata a casa?

MILENA

Dice che è troppo vecchia per ‘sti traslochi e la capisco anche, 84 anni.

BASURERO

(vedendo RAPITATA)

Buongiorno signorina. La vedo impegnata(riferendosi al pancione)

RAPITATA

(sorridendo)

RAPITATA, sono di passaggio.....

FRACASSO

Si, è ospite a casa nostra finchè non ritroverà la memoria. L’ha persa poverina.

BASURERO

Oh povera bimba. Ma vedo che in compenso ha trovato qualcos’altro

(riferendosi sempre al pancione)

MILENA

(guardandosi attorno)

Sì, piuttosto, dov’è MARNIE?

BASURERO

E’ su, ora arriva. Accomodatevi in salotto, ho preparato del riso alla greca e degli stuzzichini. Io intanto prendo qualche bottiglia di vino.

MILENA

(rivolgendosi a RAPITATA)

Non fa mai il pranzo, non sa prepararlo, è pigro.

BASURERO

(tornando in salotto)

Ecco qua del buon vino.

(ne offre subito a RAPITATA)

Ne vuoi?

RAPITATA

Si grazie.

BASURERO

Ti piace eh? Avanti il prossimo, chi vuole del vino?

MATICA

Io grazie.

MILENA

Tu stai lì seduto!

FRACASSO

A me zio, grazie.

 

Entra MARNIE vestita di nero, tipo dark e va dritta da RAPITATA.

INT CASA GIORNO

MARNIE

Ciao, MARNIE.

RAPITATA

RAPITATA.

MARNIE

Ciao zietti, vi siete accomodati, eh?

MILENA

Se aspettavamo te....

MARNIE

Dammi del vino, pa’.

BASURERO

E’ lì sulla tavola.

MARNIE

(assaggiandolo)

Mmmh, sa un po’ da BASURA pa’.

BASURERO

Dai, prendi un piatto e mangia.

 

CUT TO:

L’intera famiglia esce per le strade in festa tra i mercatini e le giostre. Le strade sono piene di gente e famiglie; altri vendono palloncini. Arrivano quindi ad una piazza rettangolare molto bella e storica riempita con giostre e luci.

Passando tra la gente RAPITATA saluta spontaneamente una ragazza all’incirca della stessa età ma, questa non si ferma anche se sembra incerta a salutarla. La famiglia resta a guardare un po’ non sapendo che fare. Ad un tratto lo zio BASURERO si ferma davanti ad una piccola tenda rotonda e bianca.

Sul cartellone in basso a destra c’è la scritta "SCOPRI IL TUO FUTURO INCERTO."

CUT TO:

EXT PIAZZA GIORNO

BASURERO

Aspetta RAPITATA, guarda!! Che ne dici. Se lui sa il futuro, magari saprà dirci qualcosa anche sul tuo passato; vogliamo provare?

RAPITATA

Non so, io...

FRACASSO

Avanti RAPITATA, e chi può provare se non tu.

 

BASURERO e RAPITATA entrano così nella bianca tenda. Ad attenderli c’è un signore seduto dietro ad un tavolo dall’aspetto piccolo e paffuto. Il viso richiama molto ad un uccello con quegli occhi e il naso aquilino che scende sopra il labbro superiore un po’ sporgente. Lui ha l’aria corrotta, malsana ma tranquilla.

I DUE si siedono un po’ intimiditi e inquieti.

INT TENDA GIORNO

MAGO

(guardando da tutt’altra parte)

Buongiorno.

Tutti e due?

BASURERO

No, no solo lei, io l’accompagno.

MAGO

Perchè non le interessa il suo futuro?

BASURERO

Mi interessa ma, preferisco non pensarci.

Piuttosto è lei che ha perso la memorie e vorrebbe saperne di più sul suo passato.

MAGO

Mmmm, vediamo farò il possibile ma, in questi casi garantisco poco sull’esito.

BASURERO

E perchè?

MAGO

Lo vede fuori che c’è scritto?

"SCOPRI IL TUO FUTURO". Non parla di passato.

 

Il mago guarda attraverso la sua palla di vetro blu scrutando attentamene.

INT TENDA GIORNO

MAGO

La tua, ragazza mia, è una situazione molto strana. Vedo una confusione di avvenimenti che dura ormai da molto tempo.

Ciò che vedo chiaramente ma, che non riesco ad esplicare se sia nel passato o nel futuro è un fatto....un rapimento, una situazione che ha posto le chiavi alla tua vita.

RAPITATA

Le chiavi? Si spieghi meglio.

MAGO

Purtroppo il tuo caso mi limita molto e non riesco a porre nessun avvenimento nel giusto ordine.

RAPITATA

Nel giusto ordine, eh?....

MAGO

Aspetta! Vedo delle figure nel tuo futuro alle quali potrai dare importanza come no. Starà a te decidere.

BASURERO

Tutto qua eh? E quanto vuoi per la tua discrezione?

MAGO

(senza esitare)

70000 lire.

BASURERO

Toh. Te ne do 30 ma, io ti leggo nella mente che di solito è tua moglie che fa sto lavoro.

Il MAGO lo guarda come fosse stato scoperto.

BASURERO

Andiamo RAPITATA. Qua non sanno neanche mentire, figurarsi immaginarsi un passato per te.

 

CUT TO:

EXT PIAZZA GIORNO

FRACASSO

E allora?

BASURERO

Niente, quello era uno straccione. Non ne sapeva niente.

MILENA

Oh, con ‘sta gente, cosa vuoi fidarti.

 

Mentre la famiglia si incammina, da dietro spunta fuori dalla tenda il mago che li osserva mentre se ne vanno.

CUT TO

Ora la famiglia è diretta verso casa dello zio BASURERO. Sembrano divertiti quando ad un tratto qualcuno mettendo una mano sulla spalla di RAPITATA la ferma.

E’ la stessa ragazza che ha salutato prima alle giostre.

EXT STRADA GIORNO

RAPITATA

(felice e sorpresa)

Ciao.

RAGAZZA

Ciao. Dov’eri finita? Non ti abbiamo più vista. Sta bene il bambino?

RAPITATA

Si, guarda che pancione.

RAGAZZA

Che fai, vieni a trovarci di questi giorni?

RAPITATA

Si, certo.

RAGAZZA

Okay, allora ti aspetto.

 

La ragazza volta le spalle e se ne va. RAPITATA raggiunge la famiglia che si era lentamente incamminata.

EXT STRADA GIORNO

RAPITATA

Aspettate!

FRACASSO

Che c’è RAPITATA?

RAPITATA

Credo di avere trovato qualcosa. Vado con lei.

MILENA

Ah si? La conosci?

RAPITATA

Si, si chiama SONIA, mi ospiterà.

Grazie moltissimo per tutto ciò che avete fatto per me.

FRACASSO

Ma guarda che puoi stare con noi quanto ti pare, sai?

RAPITATA

No, siete stati gentilissimi ma credo che devo andare con lei adesso.

MILENA

(per la prima volta a tono soffuso)

Vai, che non la vedo più, se no la perdi.

Prenditi cura di te e del bambino mi raccomando e quando vuoi tornare, quando vuoi, sai dove stiamo.

RAPITATA

Addio, grazie.

 

RAPITATA si volta e si affretta con passo veloce. La famiglia ancora incredula torna sui suoi passi.

 

CUT TO:

RAPITATA sta camminando su una strada sulla periferia della città. Le luci arancioni degli incroci si sono accese anche se il tramonto lascia vedere ancorala luce del cielo. L’incrocio è posto su tre strade che si incrociano in pendenza. Ai lati grandi cartelloni pubblicitari e palazzi. La strada sembra essere deserta. Ad un tratto alla sua sinistra in curva vede arrivare una Y10 modello vecchio che piglia il marciapiede e s’impenna rotolando e scivola sulla cappotta per circa 200 metri graffiando l’asfalto con scintille gialle.

Dopo un 15 secondi esce senza scomporsi per niente una persona. E’ un ragazzo che affrettandosi un po’, vestito con una giacca e blu jeans le passa davanti dall’altra parte della strada. Il ragazzo si ferma all’angolo dell’incrocio mentre lei a pochi metri di distanza lo guarda sorpresa. Il ragazzo alza il braccio per fare un cenno ad un taxi che si sta avvicinando, di fermarsi.

La gente intanto esce fuori dalle finestre per vedere cosa è successo e dai bar si avvicinano alla macchina.

Il taxi si ferma.

EXT INCROCIO SERA

RAGAZZO

(apre la porta e si rivolge a RAPITATA)

Che fai lì? Vuoi venire?

RAPITATA

(silenziosa ancora esterefatta)

Io?

RAGAZZO

Si tu, tu, dai che non ho tempo.

Vuoi venire?

 

RAPITATA in assoluta tranquillità attraversa la strada in diagonale e monta sul taxi.

INT TAXI SERA

RAGAZZO

(al tassista)

A Mausoleo, grazie.

TASSISTA

(avviandosi)

Avete visto che ciocco?

RAGAZZO

Eh si, brutto ciocco, si.

RAPITATA sorride guardando il RAGAZZO.

INT TAXI SERA

TASSISTA

Chi sa se qualcuno si è fatto male?

RAGAZZO

Non credo proprio, sa?

Lei vada, vada a Mausoleo, si sbrighi.

(pausa)

Allora, come stai?

RAPITATA

Bene.

RAGAZZO

Bene.

(pausa)

Sto andando a casa mia.

 

RAPITATA tace.

CUT TO:

I DUE escono dal taxi e si trovano davanti ad un cancello che fa intravvedere un viale di ghiaia con in fondo una casa enorme in vecchio stile ma, molto ben tenuta.

In due entrano in casa.

CUT TO:

INT CASA SERA

RAGAZZO

Non ci siamo presentati vero?

RAPITATA

No.

RAGAZZO

Io mi chiamo ADAMO.

RAPITATA

RAPITATA.

ADAMO

Non ci sono i miei questo fine, sono in vacanza. Hai fame? Vuoi mangiare qualcosa?

RAPITATA

(incerta)

ADAMO

(guardando nel frigo)

Dai che hai fame, tieni qua(vassoio con del formaggio).

Qui c’è del pane e frutta. Anzi no, prendo tutto io e sai dove ce ne andiamo?

RAPITATA

No, dove?

ADAMO

Giù, nella cantina di mio padre. Mio padre e’ un grosso agricoltore della zona, lui sa qual’è il buon vino.

 

I DUE scendono in una cantina con archi e botti in legno enormi e moltissime bottiglie.

INT CANTINA SERA

ADAMO

Questa è della famiglia una specie di bottino privato. Mi spiego?

RAPITATA

Si.

ADAMO

Tu non parli molto vero?

E si che dovrei essere io quello taciturno dopo che ho appena distrutto una macchina.

RAPITATA

Perchè non sei rimasto per l’identificazione e le carte?

ADAMO

Esatto carte, cartacce.

Adesso che non c’è mio padre e visto che paga lui mi permetto di fregarmene.

RAPITATA

Ma non è...

ADAMO

(stappando una bottiglia)

Non è cosa? Non è bene?

E’ il segreto di un istruzione classica. Ma vedrai che verranno loro da me. Dovrò inventarmi qualcosa, certo.

Ti va bene una sedia o preferisci un cuscino?

Aspetta, ti prendo un cuscino.

ADAMO sale le scale correndo in casa e torna dopo pochi secondi con il cuscino mentre lui siede per terra.

INT CANTINA SERA

ADAMO

Io preferisco il freddo; sono ancora tutto caldo, Dio mio un’altra macchina.

RAPITATA

Non è la prima volta?

ADAMO

(versandole del vino)

No, non dal mio 18esimo compleanno. Questa volta mi compreranno una 500; continuo a sfasciare macchine.

RAPITATA

Non sarà perchè bevi troppo?

ADAMO

No, magari, almeno avrei una scusa per me stesso ma, tu, tu mi piaci. Che lavoro faceva tuo padre, il confessore?

RAPITATA

(sorridendo con la bocca piena)

No, non mi ricordo.

ADAMO

A bella questa, non ti ricordi?

RAPITATA

No, ho perso la memoria, io.

ADAMO

Io eh? Allora bere ti aiuterà sicuramente.

RAPITATA

(sorseggiando)

Speriamo.

ADAMO

No, scherzi a parte...

Hai perso sul serio la memoria?

RAPITATA

(finendo di sorseggiare)

Si, tutta quanta.

ADAMO

E non c’è proprio niente che ti ricordi?

RAPITATA

No, ma ho grossi sogni.

ADAMO

Che sogni?

RAPITATA

Sogni, quelli della notte che mi impediscono di parlare.

ADAMO

Ma non è che sei un serial killer o qualcosa del genere.

 

RAPITATA ride istericamente.

INT CANTINA SERA

ADAMO

Pensavo io di essere un tipo strano ma, tu....

RAPITATA

Tu invece, cosa fai?

ADAMO

Io faccio, vediamo. Diciamo che sto cercando di perdere la mia verginità all’università; provo, provo, e riprovo ma non ci riesco. Un amore troppo grande.

RAPITATA

Cosa vuoi dire?

ADAMO

Che non ci riesco, troppo grande, troppa gente, troppe cose.

RAPITATA

E che cosa ti piace allora?

ADAMO

A me piace questa cantina e altri posti del genere: tranquilli, isolati.

RAPITATA

Beh, ma vivi in campagna.

ADAMO

Eh, la campagna, la campagna è ancora peggio della città.

Ad un tratto il campanello suona.

INT CANTINA SERA

ADAMO

(alzandosi)

Avanti, su, vieni con me.

 

I DUE salgono le scale e arrivano alla porta d’ingresso dove ad aspettare fuori c’è un ufficiale di polizia.

INT CANTINA SERA

ADAMO

(aprendo la porta)

Buongiorno.

UFFICIALE

Buonasera, semmai. E’ lei ADAMO SCARNOSI?

ADAMO

Si, si riferisce all’incidente di prima, sono veramente desolato ma...

UFFICIALE

Certamente, desolato. Intanto per lei qui c’è una bella multa e l’bbligo di presentarsi in caserma entro 24 ore.

ADAMO

Guardi, sono desolato ma, la mia ragazza(indicando RAPITATA) mi aveva chiamato d’urgenza per dei dolori e poi quell’incidente....

Insomma, ho dovuto correre qua (pausa di pentimento).

Per quella multa non è possibile sorvolare per una volta?

UFFICIALE

Certo la prossima. Ha capito allora...

le disgrazie non capitano da sole, le consiglio di presentarsi domani in caserma per il verbale.

Arrivederci.

ADAMO

(chiudendo la porta)

Si, arrivederci e ‘fanculo.

Torniamo giù dai.

 

CUT TO:

Ora i DUE sono di nuovo nella cantina e parlano animatamente.

INT CANTINA SERA

ADAMO

Insomma, tu non potevi perdere la memoria con dei documenti in tasca.

RAPITATA

Eh si, ma non è successo.

ADAMO

(esplodendo in una grassa risata e poi guardandola seriamente)

ADAMO

Certo che sei proprio carina.

RAPITATA

E anche un po’ ubriaca.

ADAMO

Si ma cosa c’entra, poi sei pure in cinta quindi fa più sex-appeal.

RAPITATA ride.

INT CANTINA SERA

ADAMO

Okay, vuoi ancora del formaggio?

RAPITATA

No no grazie.

ADAMO

Andiamo a letto allora?

RAPITATA

(guardandolo negli occhi)

Si.

 

I DUE si alzano e salgono le scale e la scena si dissolve in nero come se un sogno stesse per iniziare.

CUT TO:

Un temporale sta per arrivare.

RAPITATA entra in una grande chiesa abbandonata e sconsacrata adibita a caffetteria. Si siede quindi al bancone su uno di questi alti sgabelli vicini ad un tavolo altrettanto alto e rotondo. Qualcuno da dietro la chiama e lei si gira.

INT CHIESA GIORNO

RAPITATA

RAMSCI, tu?

RAMSCI

CLAUDIA, come stai?

RAPITATA

Bene, ma che ci fai qui?

RAMSCI

(alzando la tazzina)

Un thè?

 

Accanto a lei c’è un ragazzo bianco che fa molto rumore con la gente attorno vicino al bancone.

INT CHIESA GIORNO

RAPITATA

Ah, sei con TOSI. Ciao TOSI.

TOSI

Si, ciao ma, guarda te ‘sta gente che urta e spintona da tutte le parti.

 

TOSI da una gomitata quasi involontariamente al signore che è seduto accanto a lui che scatta.

INT CHIESA GIORNO

SIGNORE

E insomma! Guardi che roba!!

(indicando la macchia di caffè sulla camicia)

TOSI

(guardandosi attorno sospettoso)

E insomma, non sarà mica la fine del mondo, vero?

 

 

Dei bambini gli vanno attorno e dal basso gli lanciano delle finte frecce e dei sassolini di carta con delle fionde.

INT CHIESA GIORNO

TOSI

Ma cos’è? Via, via, moscerini!!

RAMSCI

(anche lei infastidita)

Via o vi scoppio come dei palloncini!!

RAPITATA

Sssss. Guarda che gente che c’è.

 

I bambini scappano via correndo e vociferando quasi stessero cantando per schernire.

INT CHIESA GIORNO

RAPITATA

Cosa farete adesso?

RAMSCI

Non lo so, troveremo un posto.

 

Ad un tratto dall’alto si sentono ancora le voci dei bambini. I TRE guardano in alto e vedono che i bambini sono in piedi sulla cupola aperta e rotta e stanno pisciando su di loro. Il sogno finisce con loro che si alzano ed escono dalla chiesa.

CUT TO:

RAPITATA si sveglia dal sonno e va al gabinetto interno alla stanza per la pipì. Gonfia col pancione si siede sulla tazza pensando e guardandosi attorno un po’ mezza stravolta. Si alza in piedi e si guarda allo specchio, poi torna a letto.

CUT TO:

Si vede la canna di un fucile in cielo solare e poi lo sparo.

EXT CASA GIORNO

ADAMO

RAPITATA!

Vieni dai, andiamo a fare un giro.

 

RAPITATA è nella stanza che si sta rivestendo.

CUT TO:

I DUE passano in bicicletta sui campi piatti in una giornata di sole di settembre. Arrivano dunque ad un centro abitata molto piccolo, uno di quelli dove c’è solo la via principale. Si arrestano davanti ad un bar che ADAMO insiste a far vedere a RAPITATA.

Il balcone è lunghissimo con tavoli rotondi e i muri azzurri. Le ventole al soffitto girano inarrestabili.

INT BAR GIORNO

ADAMO

Che dici? Ti piace?

RAPITATA

Si, non è male.

ADAMO

Vengo molto spesso qui.

RAPITATA

Ah si? Vieni per studiare?

C’è un silenzio qui.

ADAMO

E’ perché è un bar di sordomuti quindi non si scomodano molto a far rumore.

 

RAPITATA inizia quindi a guardarsi attorno notando le coppie di persone sedute che gesticolano animandosi.

INT BAR GIORNO

RAPITATA

Ma che ci fa qui un bar di sordomuti?

ADAMO

E’ vero. E’ un po’ strano, specialmente in un paese così.

RAPITATA

(amareggiata)

Già, e tu credi che io sia una di questi sordomuti isolati persino in mezzo al deserto?

ADAMO

No, penso che mi piaccia questo posto.

Ho solo detto questo.

RAPITATA

A me no, andiamocene ti prego.

ADAMO

Scusa, okay.

 

Usciti ADAMO monta in sella frettolosamente.

EXT STRADA GIORNO

RAPITATA

Dove mi porti adesso?

ADAMO

Non a casa; fra poco saranno di ritorno i miei. Vieni, ti porto ad una gara estiva di salsa.

 

CUT TO:

I DUE arrivano ad un campo sportivo molto rude e trasandato dove i ragazzi vestono con costumi da ballo castilliani.

Il sole si è fatto alto. Nessuno dei genitori è lì ad assistere per vederli e tutti i concorrenti sono giovanissimi: massimo 20 anni.

ADAMO e RAPITATA si aggrappano alla rete per vedere alcune coppie ballare mentre gli altri numerosi concorrenti aspettano fuori come loro.

Ad un tratto una ragazzina si avvicina a ADAMO.

EXT CAMPETTO GIORNO

 

ADAMO

MARNIE!

MARNIE

Ah e’ cosi’ che vai con lei adesso. Sara’ una tua parente lontana mi immagino.

ADAMO

Ma no l’ho conosciuta ieri.

Te la presento...

MARNIE

Si lo so, RAPITATA, vero?

hai già cambiato nome?

Cos’è, vai in cerca di un marito o non ti basta quello che t’ha fatto mettere in cinta.

ADAMO

Ma la conosci MARNIE?

MARNIE

Si, anch’io l’ho conosciuta ieri.

Anzi, era a casa mia ieri.

RAPITATA

(ad ADAMO)

Conosco i suoi zii.

MARNIE

(ad ADAMO)

Si, come io conosco te.

ADAM

Okay, ma adesso sta tranquilla.

MARNIE

Sto tranquilla io, eh?

 

MARNIE volta le spalle e se ne va. ADAMO la guarda e poi guarda RAPITATA.

EXT CAMPETTO GIORNO

ADAMO

Aspetta qua un attimo, vado a parlarle

 

RAPITATA si guarda attorno un po’ innervosita e delusa. Le ragazze e i ragazzi le sono attorno aspettando di entrare per ballare.

Tra i ragazzi vede una persona di 50 anni con baffi e viso squadrato che distribuisce biglietti per una discoteca salsa, parlando con un forte accento meridionale. L’uomo le si avvicina.

EXT CAMPETTO GIORNO

UOMO

Ecco a voi ragazzi. Giovedì prossimo apre CURVIDA, la discoteca salsa e america latina con balli e per chi vuole anche lezioni.

A te ragazzo.

(poi guardando RAPITATA)

UOMO

Tieni, ne vuoi uno?

(sorridendo guardando il pancione)

 

RAPITATA prende il biglietto senza scomporsi troppo e l’uomo va avanti tra la gente. Intanto ADAMO continua a parlare animatamente con MARNIE che le sembra proseguire con il suo atteggiamento.

Uno scambio di sguardi tra ADAMO e l’uomo baffuto che si sta avvicinando al suo APE per tornare da dove era venuto e RAPITATA decide di chiedergli un passaggio.

EXT CAMPETTO GIORNO

RAPITATA

(con voce ansimante)

Scusi...

UOMO

Si..?

RAPITATA

Mi darebbe un passaggio verso la città?

UOMO

Certo, monta.

CUT TO:

I DUE partono in APE mentre ADAMO è ancora lì che sta discutendo con MARNIE.

INT APE GIORNO

UOMO

Io mi chiamo AMENDOLO ma, tutti mi chiamano PISTACCHIO per il colore verdastro della mia pelle.

RAPITATA

RAPITATA, piacere. Non è che si fermerebbe in città?

PISTACCHIO

Certo, io li vivo. Vai a trovare parenti?

RAPITATA

No, cioè sì. Prendo il treno e vado a trovare i miei.

PISTACCHIO

Vivono distanti?

RAPITATA

No, a MEZZAVILLA, sa? Verso la collina.

PISTACCHIO

Si, si so dov’è. Eh io no invece, i miei cioè mia madre, vive giù. E’ un bel viaggio per andare a trovarla ma, io tutti gli anni due o tre volte la vedo sempre.

RAPITATA

Si sentirà anche un po’ sola poveretta.

PISTACCHIO

Chi? Mia madre?

Nooo. E’ una donna molto attiva lei; va in piscina, ha sempre il suo corso di ballo, le riunioni con le amiche e adesso c’ha pure il fidanzato, figurati.

Ma io la capisco. In qualche modo devi pure passare il tuo tempo se no, muori.

RAPITATA

Sua madre è veramente geniale.

Ha avuto molta forza.

PISTACCHIO

Mia madre nella sua vita ne ha avuta per tutti. Si e’ sposata con mio padre ed ha avuto me. Poi ha convissuto con un tedesco ma, dopo la guerra ed ha avuto mia sorella e mio fratello più piccolo. Vive serenamente poveretta. Eh sì, non ci resta altro da fare in questo mondo, vivere serenamente.

RAPITATA

Si, più che altro ha una mentalità nord-europea.

PISTACCHIO

Nord-europea eh? Ma sì, ma anche forse.

No, sai cosa? Più che altro con la mentalità che c’è qui in Italia e pure vivendo in un paese, non si è mai vergognata ed ha sempre perso le cose come stavano.

RAPITATA

Lei ce la farebbe?

PISTACCHIO

A fare cosa?

RAPITATA

A fare quello che ha fatto sua madre.

PISTACCHIO

Io sono ancora troppo giovane per poterlo dire, anche se sento di avere la mia età.

RAPITATA

Forse non moriremo mai, che dice?

 

PISTACCHIO la guarda a metà fra il sorpreso e sorridente come se no avesse capito ma, ugualmente intuito il senso dell’ultima frase di RAPITATA.

 

CUT TO:

L’APE arriva davanti alla stazione centrale facendo scendere RAPITATA che velocemente saluta e scappa a prendere il biglietto.

Ora RAPITATA è in fila davanti al botteghino. Davanti a lei c’è una suora che sta parlando con l’uomo dei biglietti.

RAPITATA è assorta nei suoi pensieri quando ad un tratto vede che la suora, alta un metro e sessanta e con occhietti vispi si volta verso di lei con espressione serena e la guarda. RAPITATA nota la casa e si volta per guardare qualcos’altro. La suora si rivolta e stavolta chiede.

INT STAZIONE GIORNO

SUORA

Devi fare il biglietto? Perchè io sto chiedendo delle informazioni.

RAPITATA

Si, il mio treno parte fra pochi minuti.

SUORA

Allora passa che io c’ho tempo.

RAPITATA

Grazie.

 

RAPITATA chiede così un biglietto per MEZZAVILLA e si ferma sui binari.

Ad un tratto da dietro una voce OFF SCREEN la chiama.

EXT STAZIONE GIORNO

VOCE OFF SCREEN

RAPITATA, ti chiami, vero?

RAPITATA

(voltandosi impaurita)

Si, ma lei come fa a saperlo?

SUORA

Ti ho sentita parlare prima, dietro di me.

RAPITATA

Ma io non ho parlato..

SUORA

Non con la bocca ma, la tua mente era piena di pensieri che si sentivano nell’aria.

Intanto il treno arriva e frena davanti a loro.

EXT STAZIONE GIORNO

RAPITATA

Ma lei cosa fa? Legge nel pensiero?

SUORA

Non importa RAPITATA.

 

Ora RAPITATA è sul punto di salire sul treno in stato di evidente shock.

EXT STAZIONE GIORNO

SUORA

Stai rapendo il tuo bambino al proprio destino RAPITATA. Il tuo è un rapimento, ascoltami RAPITATA.

 

RAPITATA monta sul treno infastidita e shoccata ma, il finestrino è ancora aperto. La SUORA le si avvicina accanto da fuori il treno.

EXT STAZIONE GIORNO

SUORA

Ti prego RAPITATA sii buona,

non farlo RAPITATA.

 

Il treno parte lasciando indietro tutto ciò che le era accaduto in quei giorni.

CUT TO:

Ora la scena è inquietante. E’ notte e davanti c’è un treno. La CAMERA è a mano e si muove come se fosse portata da qualcuno. I colori sono sgranati come un video anni ‘60.

Nel treno lasciato su una rotaia morta si intravede una luce arancione e fioca. La CAMERA entra e subito si odono degli urli strazianti. Man mano che la CAMERA si avvicina alla luce si ode anche un’altra voce ma più tranquilla e pacata: è PILUPO, l’uomo silenzioso che fuma la pipa.

Mentre RAPITATA urla ma non si vede, PILUPO da le spalle alla CAMERA. Ad un tratto la voce urlante di un bambino sale su tutti. Sta a PILUPO dire l’ultima battuta della scena quando si accorge che c’è un altro bambino che sta per uscire.

INT VAGONE NOTTE

PILUPO

Ce n’è un altro RAPITATA! Fallo ancora, avanti!

Fallo ancora RAPITATA!!

 

La scena si dissolve in nero e tutto svanisce.

 

 

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