9 gennaio 2003

Giovanni Monaco
L'IMPRESA

La scena si apre all’interno di un fienile e tutte le parti riguardanti il fienile dovranno essere immaginate di profilo.

Il fienile è nell’oscurità ma, dalle luci che penetrano attraverso le assi di legno si può capire che è in pieno giorno e c’è il sole.

TRE persone sono al suo interno: una è accovacciata sulla paglia, una per terra e un’altra in piedi.

Da fuori si può udire il rumore di un martello che batte.

La prima a parlare è una donnona vestita di bianco chiamata VANESSA.

FIENILE INTERNO GIORNO

VANESSA

(con tono eccitato)

Vada professore, vada!

Sentitelo come batte; batte il martello come suona il flauto!

Non è fantastico?

A rispondergli è CHIUDETELO, un ragazzo di 40 anni vestito da meccanico, baffetti grigi e un’espressione malinconica.

CHIUDETELO ha in mano una scatola in legno con ricavata una porticina che lui nervosamente apre e chiude.

FIENILE INTERNO GIORNO

CHIUDETELO

(nervosamente)

Ma stai zitta una volta sola.

Non capisci che se lui apre quella porta non avremo più occasione di richiuderla?

VANESSA

Ma cosa me ne importa di richiuderla. In quanto a te con quella scatola avresti dovuto risolvere tutti i tuoi problemi.

Lui invece, lui ci sta provando: per noi.

Salta quindi fuori BIBO, un ragazzo magrissimo vestito di una calzamaglia blu e maglietta bianca maniche corte. Il suo viso è magrissimo con due grandi occhiaie e un nasone aquilino.

FIENILE INTERNO GIORNO

 

BIBO

(piagnucolando)

Ecco! Ho perso l’allenamento.

Venti chilometri dovevo fare oggi, su , su per le colline, fino al paese dove le ragazze mi fanno la corte.

VANESSA

Ma scusa, c’è solo un paese dove le ragazze ti fanno la corte? Nel tuo, nemmeno una?

BIBO

(in tono di lamentela)

No, c’è solo la mia ragazza nel mio paese e per la verità....

CHIUDETELO

(interrompendolo)

Si si dai, ma finiscila di raccontar balle, chiuditi pure tutte le porte della speranza in faccia.

BIBO

No, non è per le ragazze. Io corro, sono un atleta, ho bisogno di correre.

Non è poi colpa mia se quelle lì mi telefonano a casa. Io ho la mia ragazza e a me basta.

CHIUDETELO

Ma sentilo, ma ti sei mai anche solo guardato alla porta di una cabina telefonica? Quelle che si chiudono automaticamente?

VANESSA

Ma lascialo fare, no? Non vedi che è pieno di forze? Ha forza lui, non è certo come te.

Ora la scena si sposta all’esterno del pagliaio dove una grande luce avvolge una spiaggia di un lago dove a fare da sfondo ci sono delle immense montagne rocciose.

Un’infermiera è sdraiata sulla spiaggia. Lei è l’infermiera LA VAGGIO e oltre alla divisa porta un paio di occhiali a farfalla, stile anni ’50. I capelli biondi ondulati le scendono fino alle spalle.

Una VOCE OFF SCREEN la chiama.

SPIAGGIA ESTERNO GIORNO

VOCE OFF SCREEN

(urlando da lontano)

LA VAGGIO! LA VAGGIO!

Signorina LA VAGGIO!

La signorina LA VAGGIO alzandosi con la schiena vede passare accanto a se un ragazzo di colore con un lussuosissimo completo grigio splendente.

SPIAGGIA ESTERNO GIORNO

LA VAGGIO

(lievemente urlato)

Sii professore?!

PROFESSORE

(sempre in lontananza)

Vada, e faccia uscire i collaboratori.

Ho praticamente finito qui.

LA VAGGIO

Si, ho capito.

Dall’interno i tre vedono avvicinarsi l’ombra scura dell’infermiera LA VAGGIO.

FIENILE INTERNO GIORNO

LA VAGGIO

(sporgendo la testa in dentro)

Collaboratori? Uscite, avanti, che aspettate?

I TRE si alzano senza dire una parola ed escono. Una luce forte per i primi secondi li acceca violentemente costringendoli a pararsi gli occhi con le mani.

SPIAGGIA ESTERNO GIORNO

VANESSA

(freneticamente)

Uh, sono tutta eccitata; emozionata quasi.

CHIUDETELO

(rivolgendosi indietro a BIBO)

E chiudi quella porta!

I QUATTRO scendono sempre più la spiaggia fino ad arrivare vicino al PROFESSORE che è ancora lì intento a fare gli ultimi perfezionamenti alla sua barca.

Il PROFESSORE è un ragazzotto di bell’aspetto, vestito a mo’ di archeologo: una sorta di Indiana Jones.

SPIAGGIA ESTERNO GIORNO

PROFESSORE

Amici, siete qua. Forse non vi è stato detto, ma sono convinto che ognuno di voi si sia gradatamente reso conto dello scopo di questa mia impresa.

CHIUDETELO

(timidamente)

Se ce lo volesse dire.......

......PROFESSORE..

PROFESSORE

Certamente. Tutti voi sapete cosa ho fatto per la vostra cura, per il vostro bene. Questa barca e il mio interesse per voi non farà altro che avvicinare voi, a ciò che avete sempre pensato.

BIBO

(ottusamente)

Non capisco.

PROFESSORE

Su dunque, montate e vedrete.

Signorina LA VAGGIO forza, mi aiuti!

Mi passi il mio flauto.

La signorina LA VAGGIO passa il flauto al PROFESSORE e tutta eccitata spinge i TRE sulla barca.

SPIAGGIA ESTERNO GIORNO

PROFESSORE

Bene, ci siamo tutti quindi.

Il PROFESSORE spinge la barca in acqua e monta lui stesso.

BIBO e CHIUDETELO con un remo a testa iniziano a remare.

VANESSA è in piedi a salutare mentre il PROFESSORE domina su tutti con il suo flauto pronto ad intonare note di struggente dolcezza.

Il sole si fa più pacato dalla giornata che volge a fine.

La barchetta ormai è lontana quasi confondendosi con i riflessi del sole.

La melodia del flauto persiste anche se, non si è sicuri di vedere ancora la barca tra i riflessi delle onde.

 

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