18 gennaio 2003

Giovanni Monaco

AUTUNNO

 

E’ l’inizio di autunno. Si vede l’interno di un bagno. Qualcuno, ma non si vede il volto, si sta radendo accuratamente con una lametta da barbiere. Con cura eccezionale si sta mettendo della brillantina sui capelli bianchi.

I denti bianchi sbattono poi sullo spazzolino.

CUT TO:

INT. CASA SERA

E’ una casa in trambusto quella che vediamo e sentiamo.

MADRE

Dai caro, hai finito nel bagno?

PADRE

(da dietro la porta)

Un momento!

Il padre ancora in mutande.

MADRE

Dai avanti, siamo in ritardo e anche tuo padre è in ritardo.

La madre sbatte la porta dietro di se.

PADRE

Lo sai come è fatto mio padre.

MADRE

No caro, credo tu sia l’unico a saperlo.

CUT TO:

Si ritorna alla scena nel bagno precedente. Il signore lavato e tirato si guarda il viso allo specchio in modo contemplativo. La sua espressione è seria ma allo stesso tempo menefreghista e serena.

LUI, il signore, è BIANCO. Età sopra i 70 anni. Altezza 1.60 scarsi, capelli bianchi, incredibilmente rugoso ma proprio per questo ancora affascinante.

Finita la contemplazione afferra dal lavabo 1/3 di bottiglia di vodka e la beve continuando a guardarsi allo specchio.

Esce quindi dal bagno.

CUT TO:

INT. CASA SERA

MADRE

Ma no caro, non quella, questa (riferendosi ad un’altra giacca).

PADRE

A me va bene questa.

MADRE

(strofinandosi su di lui)

Riccardo, questa è una festa per bene,

Mettiti quell’altra che mi piaci di più.

Il padre la guarda arrendevole e si decide a cambiarla.

MADRE

Bravo, aspetta qui, io vado a vedere ALESSIA.

La madre entra in una camera semi oscura dove siede una bambina di circa 7 anni con grandi occhi scuri, capelli lunghi castani vestita da festa pure lei.

MADRE

Allora, sei pronta?

CUT TO:

Una macchina sguscia fra le strade. La prospettiva è quella di una CAMERA appoggiata sul parafango anteriore destro.

La macchina si muove decisa e, alla prima curva va a sbattere contro le portelle laterali di un’altra macchina parcheggiata nel centro città.

Di rimbalzo, controsterzando va a sbattere contro un’altra macchina parcheggiata all’altro lato della strada.

E’ una MERCEDES color grigio e a guidarla c’è BIANCO che continua a fare peli alle macchine o a portare via specchietti laterali.

E’ sempre il vecchio bianco che guida bevendo la sua vodka e ascoltando musica francese in stile irlandese ( l’equivalente dei MODENA CITY RAMBLES in Italia).

CUT TO:

Una macchina parcheggia in una statale raccogliendo un ragazzo marocchino e una ragazza bianca.

INT. MACCHINA SERA

COSTELLO

(in italiano ma con un fortissimo accento veronese)

Entrate dai, vado verso Verona

RAGAZZO

Si, noi ci fermiamo alla stazione.

COSTELLO

Non c’è problema, entrate svelti.

Anche COSTELLO è un uomo sulla settantina o forse meno. Capelli bianchi, viso tondo e paffuto e sguardo dolce e sincero. Guida una UNO blu di tipo vecchio e ascolta I CRODAIOLI.

Il ragazzo marocchino è sui 25 anni come la ragazza e parla un buon italiano.

INT. MACCHINA SERA

RAGAZZO

Ha fretta lei?

COSTELLO

No, no vado solo a trovare un amico che sta dopo Verona.

RAGAZZA

Allora non le dispiacerebbe portarci fino alla stazione centrale?

COSTELLO

Per niente. Per me fa lo stesso.

Noi vecchi non abbiamo più fretta.

RAGAZZO

Grazie.

CUT TO:

INT. CASA SERA

MADRE

Ecco, questo è il golfino se ti viene freddo e qui lo zainetto con la roba per stanotte. Sii buona con la nonna che c’ha la sua età, va bene?

Alessia scuote la testa acconsentendo.

MADRE

Tieni. Fra poco e se Dio vuole arriva quel matto del nonno che ti porta subito a casa della mia mamma.

Domani mattina prima di pranzo ti veniamo a prendere. Va bene?

La bambina tiene lo sguardo fisso negli occhi della madre quasi volesse scoppiare a piangere.

MADRE

Brava, adesso vai giù in salotto e aspetta lì.

La madre corre in camera da letto dove c’è il PADRE.

MADRE

Caro!...tuo padre sa dove abita la nonna vero?

PADRE

Si, si.

MADRE

Ci parli tu con lui vero?

PADRE

(aggiustandosi la cravatta)

Okay.

MADRE

Io, non so come tu faccia ad essere suo figlio. Tua madre dev’essere stata un angelo, ne sono certa.

PADRE

Beh, non ci siamo parlati molto negli ultimi tempi.

MADRE

Vuoi dire negli ultimi trent’anni della tua vita?

Lui sa del problema di ALESSIA, vero?

PADRE

Tu non preoccuparti. Si è offerto lui di portare la bambina a casa di tua madre.

Si sente il suono di un campanello d’entrata.

MADRE

(precipitandosi da basso)

Eccolo, speriamo che sia lui.

Mentre il PADRE si riaggiusta un altro po’ si sentono voci OFF SCREEN della madre che accoglie BIANCO.

MADRE (OFF SCREEN)

Oh, BIANCO. Si accomodi, prego.

Il padre scende dalle scale e abbraccia suo padre BIANCO.

PADRE

Papà, ciao.

BIANCO

Ciao, dov’è la bambina?

MADRE

E’ qua in salotto, che aspetta.

Bianco si avvicina a lei piegandosi e guardandola fissamente.

BIANCO

(prendendogli la mano e baciandogliela)

Buona sera M.lle.

ALESSIA non risponde ma accenna ad un sorriso.

BIANCO

E’ pronta per il ballo di ‘stanotte?

ALESSIA sorride con occhi furbeschi.

MADRE

Ma che ballo e ballo. Ecco qua lo zainetto e il golfino. Andiamo, su, veloci che siamo già in ritardo strepitoso.

Tu caro hai tutto?

PADRE

Si ma lascio a casa il cellulare, voglio rilassarmi stasera.

CUT TO:

INT. MACCHINA SERA

COSTELLO

Verona è una bella città. E’ la mia preferita.

RAGAZZO

Si, ci sono molte belle città italiane.

COSTELLO

Le migliori.

Prendete il treno per una vacanza?

RAGAZZO

No. Io lavoro a Brescia e lei viene con me questo fine settimana. Le faccio vedere dove vivo, lavoro, la gente.

COSTELLO

Ah, ho capito.

CUT TO:

INT. MACCHINA SERA

BIANCO

(bevendo la sua vodka e guidando)

Allora ALESSIA, sei felice questa sera?

ALESSIA non risponde e guarda avanti.

BIANCO

Sei un po’ strana ALESSIA, ma mi piaci.

Mi sono sempre piaciute le tipe taciturne.

ALESSIA guarda avanti e non da segni di intendimento.

BIANCO

C’è una festa questa sera.

E’ una festa in mio onore, lo sai?

Bianco lascia passare qualche secondo e poi chiede:

BIANCO

Vuoi venire a questa festa ALESSIA?

ALESSIA lo guarda e con un sorriso e i suoi occhi vispi sbatte la testa in segno di "si".

CUT TO:

INT. MACCHINA SERA

La cassetta nella macchina di COSTELLO sta dando un cerimonioso "SIGNORE DELLE CIME". COSTELLO accompagna il coro con la sua voce profonda e pacata.

COSTELLO

(cantando a bassa voce)

"Il nostro amico,

Il nostro fratello,

Su nel paradiso,

Su nel paradiso,"

Poi anche il RAGAZZO accompagna il coro finale.

"Lascialo andare,

Per le sue MON-TA-A-GNE!!

I due scoppiano a ridere sorpresi l’uno dell’altro.

RAGAZZA

(in tono commosso)

Mi fa piangere ‘sta canzone.

COSTELLO(rivolto al RAGAZZO)

Ma la conosci anche tu?

RAGAZZO

Sono otto anni che vivo in Italia e i raduni degli alpini sono i migliori raduni di tutti.

Si beve, si parla, si mangia. E’ bello.

COSTELLO

Hai capito, hai.

Ti piace il minestrone degli alpini allora.

RAGAZZO

Mmm, eccome.

COSTELLO scoppia a ridere riconciliato.

CUT TO:

La vecchia MERCEDES di BIANCO taglia per i campi percorrendo un lungo percorso nel buio. ALESSIA non dà alcun cenno.

BIANCO si è acceso una sigaretta e dà l’impressione di guidare con molta cautela.

Ad un tratto vedono i profili alluminati di un argine di un fiume a sponde basse.

BIANCO parcheggia la macchina.

INT. MACCHINA NOTTE

BIANCO

Eccoci arrivati ALESSIA.

La festa è qui ed è la più bella festa con la più bella gente che hai mai visto.

I DUE scendono dalla macchina e salgono le sponde dell’argine. Arrivati alla cima, tutto è illuminato da fiaccole e molte persone si vedono in basso su una specie di grande penisola fluviale.

Scendono lentamente salutati da tutti gli invitati che battono le mani e si stringono a loro per accoglierli.

Ci sono tavoli lunghi che fungono da banchetti, carni alla brace, bottiglie di vino e bicchieri di cristallo. Tutto assume una dimensione surreale. Le signore indossano vestiti strani o di altri Paesi del mondo. Chi è vestito con frack o chi veste come un barbone, ma nessuno ha un’età superiore ai 30 anni. Il silenzio e il buio della campagna viene riempito dalla luce delle fiaccole e dal conversare degli invitati.

BIANCO prende per mano ALESSIA presentandola a tutti.

BIANCO

Ecco ALESSIA. Lui è IGOR. L’ho conosciuto in Ungheria anni e anni or sono. Dì ciao a IGOR.

IGOR, un gigante di almeno due metri con un viso decisamente irregolare e brutto d’aspetto. Porta un cappello rosso e veste in maniera stravagante e senza alcun gusto estetico: pantaloni che si fermano alle caviglia e maglietta a maniche lunghe. Apparentemente potrebbe sembrare un maniaco o un serial killer ma si avvicina ad ALESSIA salutandola con voce rassicurante.

IGOR

Buona sera ALESSIA. Tu non parli ma ascolti molto, e fai bene. Non si capisce infatti perchè la gente debba ascoltare con le orecchie e parlare con la bocca.

ALESSIA sorride quasi ne avesse capito il significato.

Poi BIANCO si sposta con ALESSIA e le indica una coppia di ragazzi sui 28 anni vestiti in frack che si guardano attorno con occhi vispi e furbi sorrisi.

BIANCO

Ecco, vedi quei due laggiù. Sono MARK&STENO. Due amici per la pelle che si sono giurati amicizia per sempre e insieme hanno fatto un mucchio di soldi. Nessuno è mai riuscito a dividerli, ricorda.

ALESSIA acconsente con la testa.

BIANCO

E laggiù c’è LEIKA. Una pianista di cabaret polacca per la quale perdetti completamente la testa.

Ha 15 anni piu’ di me e come vedi si mantiene ancora bene

(la ragazza appare sui 35).

BIANCO

Lei invece è AMADA’ un altro grande amore. Per lei dovetti fuggire dalla Turchia se non volevo che mi tagliassero la testa.

ALESSIA si guarda intorno stupefatta.

BIANCO

Guarda ALESSIA. Guarda quanta gente fantastica ho conosciuto durante la mia vita. Persone eccezionali, di tutti i colori, razze, tipi, amici e nemici.

Quanto ci sarebbe da ricordare, ma, per evitare ciò ho deciso di invitarli tutti qui in una sola volta per rivederli in viso e sorridere a loro esattamente come facevo anni e anni fa.

Ad un tratto una pacca sulla spalla colpisce BIANCO e una voce vivace OFF SCREEN dice "Alpino BIANCO si metta sugli attenti!".

BIANCO si gira e saluta affettuosamente il suo amico COSTELLO e lo abbraccia.

BIANCO

Vedi ALESSIA, ci sono proprio tutti. Lui mi salvò da una valanga quando ero militare, ma si parla di tanto, tanto tempo fa.

COSTELLO

Ma i ricordi non svaniscono mai!

Come il corpo degli alpini.

I DUE scoppiano a ridere fragorosamente.

COSTELLO

Sei stato via per un bel po’ di tempo, vero?

Mi avevano detto in Russia, poi in Grecia e in Turchia anche.

E quella lettera lì poi, ... guarda che mi ha stupito mica da scherzo sai?

BIANCO

Eh lo sapevo. Ma tu che fai, ti sei sposato, hai lavorato.

Guardami dritto negli occhi che lo capisco da solo.

COSTELLO

Sei ancora quel vecchio matto di BIANCO che conoscevo.

BIANCO

Eh si, cambia la taglia ma la forma è la stessa.

COSTELLO

Ma chi è questa bella bambina che vedo qui?

BIANCO

ALESSIA, la mia nipotina, l’unica e la sola.

Ad un tratto una mano strattona il braccio di BIANCO. E’ un bambino vestito poveramente che porta un paio di pantaloni corti e delle vecchie pedule in cuoio.

BAMBINO

BIANCO. Dai andiamo

BIANCO

(rivolgendosi a COSTELLO)

Ultimo favore COSTELLO.

Porta a casa ALESSIA.

COSTELLO

Ma dove vai che ci siamo appena rivisti dopo tanti anni.

C’è l’osteria, il vino....

BIANCO si avvicina al fiume con tutti gli ospiti che si stringono attorno.

Da lontano COSTELLO e ALESSIA come quasi una immagine sbiadita, vedono BIANCO che sale su una barca in legno con della paglia sopra.

BIANCO fa cenni di saluto con la mano e lascia tutti percorrendo il fiume.

CUT TO:

INT. CASA MATTINO

MADRE

ALESSIA, sveglia dai. Sveglia.

ALESSIA

Il nonno, dov’è il nonno?

MADRE

Cosa? Ha parlato, RICCARDO, vieni qui! ALESSIA ha parlato!

Il PADRE accorre in camera e si inginocchia vicino al letto.

PADRE

ALESSIA, hai parlato?

ALESSIA

Si, dov’è il nonno?

PADRE

Il nonno è salito in cielo questa notte ALESSIA.

Mi dispiace.

 

 

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