13 settembre 2004

La professoressa Annarosa Poli alla Sagra Musicale Umbre per un convegno su George Sand

 

 

 

 

 

Il governo francese le ha conferito il grado di "Officier dans l'ordre du mérite", un alloro che Napoleone era solito assegnare ai suoi architetti e ai suoi ingegneri. Annarosa Poli, la massima studiosa di George Sand, si è guadagnata l'altissima onoreficenza dopo una vita di studi dedicati alla dama di Nohant.

Nell'anno delle elebrazioni del bicentenario la professoressa bolognese è stata ingaggiata da La Cinq, il prestigioso canale televisivo francese, per un film sulla Sand. Cinque ore in gondola a Venezia, dall'hotel Danieli a corte Minelli, in campo san Fantin, per ripercorrere le tappe del celebre rapporto d'amore tra i due più grandi ingegni del romanticismo francese, la Sand e de Musset. Elle et lui, appunto.
"D'inverno, con una bora che soffiava come una tempesta, imbarcata su una gondola con una pelliccia che dovevo togliere quando mi facevano le riprese" ricorda la signora Poli.
Il film uscirà in autunno, in Francia naturalmente, ma già Arté, l'emittente rivale si è fatta avanti per un altro documentario sui rapporti Sand-Colette.
Un anno d'oro per una donna che ha consacrato le sua massime ricerche alla dama che più di altre ha indossato i panni delle femminilità intelligente nel secolo degli albori dell'emancipazione femminile.
Annarosa Poli sarà tra i protagonisti della Sagra Musicale Umbra. Lunedì alle sedici e trenta nell'aula magna di Palazzo Gallenga presiederà un convegno di studi sulla figura e sull'opera sandiana. Un evento che per la eminente docente dell'Università di Verona sarà come un ritorno a casa.

Nell'ateneo cittadino, infatti, la signora Poli ha mosso i suoi primi passi accademici negli anni sessanta. Un'epopea quelle prime lezioni condotte sotto l'usbergo di un mito degli studi universitari, il rettore Ermini. Il preside Ugolini misurò con un'occhiata da intenditore la fine e delicata neolaureata che si apprestava a insegnare per la prima volta gli studi francesi a Perugia. Subito in trincea, con  una risposta imprevista e folla plebiscitaria di studenti. Tre ore di lezione in tre turni per fronteggiare la marea di discenti. Si dovette aprire l'aula magna per fare entrare tutti. La signora Poli ricorda con sgomento gli oltre ottocento elaborati scritti da correggere e le interminabili.sessioni di esami orali. Arroccata su un luminoso appartamento con le finestre che ai aprivano su san Fortunato e sul palazzo Gallenga, un vento di tramontana che faceva tremare i vetri, le cime degli Appennini innevate per inverni che erano degni del nome. L'ambiente accademico era veramente diverso da quello di Bologna, da dove provenivo, dice la Poli: "i professori che indossavano l'abito religioso erano molti. C'era padre Fabro, profondissimo studioso, un uomo duro che ti teneva a distanza, padre Ugolini, il francescano che mi faceva visitare la biblioteca di Monteripido, padre Stanislao da Campagnola, amabilissimo. Il professor Petrocchi e Ferruccio Olivi mi hanno insegnato molto col loro esempio". Negli anni di permanenza a Perugia ogni estate era contraddistinta da una febbrile attività di ricerca in Francia, in particolare sul fondo di Chantilly. Con riscoperte spesso clamorose che lentamente prendevano corpo sino a sbocciare nel monumentale volume "L'Italie dans la vie e dans l'oeuvre de George Sand". Sfogliatene, le pagine e vi troverete anche Perugia e la descrizione della Rocca Paolina, allora feroce prigione del papa.

"Stare in cattedra in quegli anni non era facile, afferma la Poli. Era scoppiato il '68 e trattare con gli studenti era diffficile. Da Roma venivano i violenti, i picchiatori, i provocatori: una volta ne affrontai uno minaccioso proprio davanti all'aula e lo mandai a ruzzolare per le scale". Tappe di un'epoca quasi romantica della didattica. Ma è bello ricordare i meravigliosi convegni a Gubbio, nella casa di sant'Ubaldo, con la luce della presenza di Giorgio La Pira e trasferimenti in automobili che sembravano ancora pagine del Grand Tour. Nel convegno di lunedì pomeriggio Annarosa Poli parlerà di aspetti affascinanti che legano i romanzi della Sand alla musica italiana.

Il ricco tavolo dei relatori contempla anche la presenza di Paolo Fabbri, celebre studioso del barocco e sagace riscopritore del Rossini giovanile che parlerà dei romanzi a chiave musicale di Balzac. Mariantonietta Caroprese, del Conservatorio di Latina svilupperà a sua volta il tema del "compagnonnage", una sorta di alleanza massonico-solidaristica che regnava dell'ottocento tra le corporazioni lavorative francesi.

L'ingresso è libero.

 

Stefano Ragni

(da Umbria sette giorni n.33 del 17 dettembre 2004)

 

ritorna all'indice C.R.I.E.R.