9 GEN 2003
LA CANON D 60 VA IN PENSIONE?

Gironzolando per la rete, troviamo una notizia interessante su un sito francese, Chasseur d’Image. - www.photim.com -, che si sta rivelando una delle più aggiornate pettegole in materia di fotografia, soprattutto digitale, al punto da venire sempre più frequentemente ripreso dai mitici "dp.review" e "imaging-resource".

La notizia è questa: la Canon Eos D 60, reflex digitale da 6 Mp, è già andata fuori produzione dopo nemmeno sei mesi di presenza sul mercato.

Sappiamo per sofferta esperienza quanto sia effimera la presenza sul mercato di aggeggi digitali di qualsiasi natura e funzione e con quale disprezzo i produttori guardino ai nostri soldi per così dire "investiti" in queste autentiche farfalle della tecnologia. Ai pensionamenti "semestrali" – altro che pensioni di anzianità – di prodotti particolarmente costosi non eravamo però ancora arrivati. "Chasseur d’Image" dice che ci dovremo abituare e ci racconta che i modi di produzione dell’industria giapponese stanno cambiando: si passa dalla catena tradizionale, che sforna prodotti sin quando il mercato li assorbe, alle produzioni di serie chiuse e limitate, che si arrestano quando il numero degli arnesi prodotti raggiunge il numero pianificato; poi si passa a qualcosa di tecnologicamente più evoluto. Se il successo arride, la serie viene tutta venduta a prezzi elevati; se dopo un poco la richiesta si sfiamma, si calano i prezzi sino a smaltire tutto. Si riduce in questo modo il magazzino, che pare essere il principale nemico della moderna economia basata soprattutto sulla finanza.

E il cliente che ha speso un sacco di soldi per il prodotto "pensionato"? Cinicamente i giapponesi rispondono che, se un oggetto non è più in produzione, non per questo cessa di funzionare, né le sue caratteristiche arretrano rispetto a quelle che erano state considerate all’atto dell’acquisto. Dunque non si può parlare di scorrettezza, anche perché l’assistenza viene assicurata ai livelli – bassissimi – cui siamo abituati. I francesi però si incazzano, dicono che in questo modo si demotivano i clienti ed incitano alla protesta: "allons enfants…qu’un sang impur abreuve nos sillons!". E noi? Evidentemente siamo così abituati a prenderlo in quel posto che non solo ormai ci piace, ma non ne possiamo più fare a meno. 

 

Umberto           

 

 

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