26 DIC 2002

Dario Ghelfi

ANIMALI E UOMINI

Il Natale è passato da poco, segnato, come sempre, dalla consueta orgia di ipocrisia. Non sarebbe il caso di fermarci a fare queste considerazioni, perché il rituale non è mutato dall’anno scorso. Il solito inno al buonismo, mentre ci sono multinazionali che continuano imperterrite a distruggere il pianeta, mentre la globalizzazione continua ad impoverire i più poveri, mentre i media continuano la loro campagna di sistematica sostituzione dei valori, mentre la criminalità, quella grande (finanziaria ed organizzata) e quella piccola, continua a mietere vittime. Di nuovo tornano in auge i bambini: tutti parlano di bambini, tutti si commuovono per i bambini, tutti amano i bambini, dimenticando che quei cavalieri dell’apocalisse che abbiamo appena citato, per tutto l’anno, hanno fatto del male ai bambini.

Ma quest’anno c’era qualcosa in più, che faceva più grande l’ipocrisia. A meno di un miracolo (c’è questa possibilità, dato che in occidente, oltre ai movimenti e a frange della sinistra, abbiamo anche un Papa che non accetta la guerra e non vuole quella specifica di Bush contro l’Irak), gli USA, con il loro 49° nuovo Stato, il Regno Unito, con qualche micro-satellite arabo, con il supporto dei Paesi europei e della Nato, supporto finanziario e logistico (e di uomini, se verranno accolti i disperati appelli a partecipare, dei governi) attaccheranno l’Irak, complici tutti coloro, che, ovunque siano, non alzano la voce per esprimere il loro rifiuto.(1) Sgomento e rabbia sono ciò che proviamo in questo momento; c’è la tentazione di "lasciare", di ritirarsi; di abbandonare anche altre battaglie, magari meno importanti, ma sempre degne di essere condotte. 
Proprio per questo
ci sembra più che necessario presentare, a chi non lo conosce, l’impegno degli Animalisti Italiani. Insieme al Peta
(2), hanno appena lanciato un appello a favore degli elefanti thailandesi, addomesticati con violenza, per la gioia dei turisti stranieri. E’ vero che c’è di peggio (il turismo sessuale, tanto per fare un esempio), ma vale la pena continuare a scandalizzarsi quando vediamo cani abbandonati dai loro padroni, specie durante le ferie estive.

 

 

Ecco l’appello che gli Animalisti Italiani e il PeTA hanno rivolto ai cittadini italiani, in relazione al problema degli elefanti utilizzati, in Thailandia, per divertire i turisti(3):

 

 

E’ importante che le battaglie minori (se può essere chiamato minore l’impegno di chi si batte contro una qualsiasi brutalità e/o crudeltà nei confronti di un qualsiasi essere vivente, dai pellicani lordati dal petrolio fuoruscito dalle stive delle petroliere, agli animali sottoposti alla vivisezione, ai cani abbandonati dai loro padroni), non si isolino da quelle che appaiono determinanti per la sorte del pianeta e dell’umanità (la guerra, l’inquinamento globale, le malattie, la povertà, l’ignoranza), perché rischierebbero di cadere in una pericolosissima e tragica dicotomia: tuteliamo gli animali e contemporaneamente siamo per la guerra preventiva (4), contro gli Stati canaglia" (il nostro pensiero va al terribile stereotipo del nazista, all’"addetto" ai campi di sterminio, che ascolta musica classica ed ama gli animali).

Così abbiamo anche noi un augurio da fare: che tutti gli esseri viventi, uomini ed animali, possano godere di un trattamento etico.

 

1) Una domanda: cosa farà l’ONU quando gli USA attaccheranno? Dichiareranno gli USA stato assalitore o redigeranno una mozione ad hoc che giustifichi l’aggressione e dia un alibi ai "contrari alla guerra-se-ma-a meno che-ecc."?).

2) People for the Ethical Treatment of Animals (PETA), with more than seven hundred thousand members, is the largest animal rights organization in the world. Founded in 1980, PETA is dedicated to establishing and protecting the rights of all animals. PETA operates under the simple principle that animals are not ours to eat, wear, experiment on, or use for entertainment. PETA focuses its attention on the four areas in which the largest numbers of animals suffer the most intensely for the longest periods of time: on factory farms, in laboratories, in the fur trade, and in the entertainment industry. We also work on a variety of other issues, including the cruel killing of beavers, birds and other "pests," and the abuse of backyard dogs.
PETA works through public education, cruelty investigations, research, animal rescue, legislation, special events, celebrity involvement, and direct action (dal sito http://www.peta.org).

3) Attenzione a non assumere atteggiamenti di condanna nei confronti del comportamento di soggetti (spesso, quasi sempre, poveri) di Paesi del "sud" del mondo. Sono forse antiecologisti gli indios del Guatemala che hanno saccheggiato le loro foreste, per offrire carbonella per le grigliate della locale ricca borghesia? Chi sono i clienti dei bracconieri africani? Quando è decollata a livello generale, la prostituzione nei Paesi del Sud Est asiatico? Poi gli occidentali potrebbero anche guardare un po’ in casa loro. Chi consuma tartine "au fois gras", sa come è stata trattata la "materia prima"? Chi mangia aragoste, sa come sono "preparate"?

4) Una curiosità: qual è l’atteggiamento, nei confronti degli animali, dei Sigg.ri/e G.Bush, Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Paul Wolfowitz, Condoleezza Rice, John Ashcroft, Colin Powell?

 

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