25 gennaio 2008
Dario Ghelfi

MARUZZA MUSUMECI

 

         E’ un libro singolare e a sé stante nella produzione di Andrea Camilleri, Maruzza Musumeci (A. Camilleri, Maruzza Musumeci, Palermo, Sellerio, 2007). Si tratta, in fondo, di una favola, una favola moderna, contemporanea, ambientata nella Sicilia dei giorni nostri, che l’autore scrive di aver appreso da bambino e di avere,

 

 

 

 

poi, successivamente ampliata. Ma è un’invenzione che corre sul filo della realtà, nel senso che nella storia l’elemento magico appare sfumato, nascosto da una quotidianeità intrisa di concretezza.

         La storia si muove attorno alla figura di Grazio, un ex stagionale che emigra dalla Sicilia negli Stati Uniti, da dove ritorna, ai primi del Novecento, dopo essersi scontrato, in New York, dove lavorava come giardiniere ai giardini pubblici, con un mafioso. Con il denaro ricevuto dall’assicurazione, che lo ripaga dell’incidente provocato dal mafioso, in Sicilia compera un pezzo di terreno, una stretta lingua di terra, circondata per tre parti dal mare e raccordata alla terraferma per il tramite di una trazzera. Con metodicità Grazio vi costruisce un’abitazione che poi, per gli eventi che si verificheranno nel corso della storia, arricchirà di stanza in stanza, tutte regolarmente di tre metri per tre metri, mentre gli altri edifici, la stalla, ecc. si porranno a distanza di multipli di tre (sei metri). E’ una casa particolare che attirerà anche l’attenzione di un pittore, che poi la descriverà ad un architetto, che ne farà …

         Ma il tre non è l’unica fissazione di Grazio; l’altra è per il mare che non riesce nemmeno a guardare, lui che quando è andato in America si è fatta tutta la traversata sottocoperta.

         Dopo alcuni anni, orami quarantasettenne, Grazio decide di prendere moglie ed incarica di tale bisogna una vecchia guaritrice. Le cose vanno a buon fine e con sua grande sorpresa Grazio si trova come fidanzata una ragazza bellissima, che la vecchia sensale descrive come eccellente, con un unico problema, quello di sentirsi, di tanto in tanto, una sirena. La vecchia comunque garantisce Ignazio che si tratta di crisi passeggere, durante le quali bisogna, però, assolutamente assecondarla. La futura moglie, la “nostra” Maruzza si presenta accompagnata da una vecchissima bisnonna, che dice di avere cento anni, anche se ha la vitalità di una donna giovane. In realtà verremo poi a sapere che le due donne sono effettivamente delle sirene, anche se i fatti legati alla “parte” magica della storia (la morte di due “nemici” delle sirene, un contadino di nome Ulisse e suo figlio, i bagni che Maruzza-sirena fa in una vasca riempita di acqua di mare che Grazio ha costruito appositamente per lei, la nascita di una figlia nella piscina, la scomparsa in mare della vecchia bisnonna che i testimoni oculari del fatto inspiegabilmente descrivano come una giovane donna), si mescolano con la vita normale. Maruzza ama, infatti, appassionatamente Grazio (che da parte sua l’adora) e gli dà ben quattro figli (due di “stampo” sirenico) e lo stesso Grazio morirà di vecchiaia, a novant’anni, proprio sotto quell’ulivo che aveva sognato come “compagno” della sua morte.

         Con un elemento in più: il linguaggio. Una storia narrata in quel classico siculo-italiano che ha reso famoso Camilleri: qui i termini siciliani la fanno da padrone ed i fans dell’autore, che hanno redatto un vocabolario “camilleresco”, dovranno certamente intervenire con le opportune integrazioni.

 

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