25 febbraio 2009   Dario Ghelfi

LE MANI NEI CAPELLI

 Quando ero un ragazzo mi capitò di leggere su un giornale (di destra) che in un Paese africano (il Kenia) era in corso una ribellione, condotta da una sorta di setta di “selvaggi” (i Mau-Mau) di una tribù locale, contro gli inglesi, con massacri di coloni e con l’inevitabile corredo di stupri di donne bianche (così almeno diceva l’articolista). I morti inglesi furono, in realtà, in misura minima, risibile, nei confronti dei caduti africani, ma è facile immaginare come la rivolta fosse, in Europa, presentata ai lettori, dai giornali conservatori, con la consueta mancanza di perspicacia politica, perché anni dopo, il vituperato leader dei Mau-Mau, venne liberato dal carcere, divenne capo del governo del Kenia indipendente, dimostrandosi un fedelissimo alleato della Gran Bretagna e dell’Occidente capitalistico.

Istintivamente mi trovai a parteggiare (contro la linea del giornale) per i ribelli africani, perché non capivo in base a quale diritto gli inglesi si trovassero lì, a così grande distanza da casa.

          Fu la mia “entrata” in politica e da allora quella estera mi ha sempre appassionato (seguirono la rivolta algerina, la guerra del Vietnam, il Sudamerica, il “Che” e via dicendo).

          In questo momento, in cui tutti concordano sul fatto che Veltroni è caduto perché il PD non è riuscito a presentare agli elettori una sua chiara identità, mi piace richiamare una serie di situazioni in politica estera, nelle quali, con amarezza, constato come, quasi sempre, la mia opinione (che evidentemente non interessa nessuno, ma che forse condivido con qualche altro) non abbia trovato corrispondenza con le posizioni dei DS, del PD, dell’Ulivo, sia nell’ambito del governo Prodi, sia al suo esterno, quando almeno siano state chiaramente espresse. Per correttezza, premetto, che mi sono considerato “fuori” dal PDS-DS-ULIVO, allorché il governo D’Alema partecipò alla guerra contro la Jugoslavia.

In sintesi:

 1.    Guerra contro l’Jugoslavia (in violazione dello stesso Statuto della Nato, che è stato successivamente cambiato); occupazione del Kosovo (l’Italia, da Paese belligerante/”guerra umanitaria”, a titolare di “missione di pace”); riconoscimento dell’indipendenza kosovara, contro le precedenti assunzioni di responsabilità della stessa NATO;

2.    Allargamento della NATO (anzichè procedere, dopo la caduta del Muro di Berlino, al suo smantellamento) agli ex Paesi comunisti, ora fortemente russofobi; rafforzamento delle basi americane (vedi Dal Molin)

3.    Allargamento della Comunità Europea, senza consultazioni, referendum, a quegli stessi Paesi, i più fedeli alleati dell’America di Bush;

4.    presenza in Irak di militari italiani, in funzione di addestramento delle forze armate di un Paese occupato da quasi duecento mila soldati stranieri;

5.    guerra in Afghanistan, dove tutti i belligeranti hanno combattuto contro il regime uscito dalla rivoluzione repubblicana (ciò che non cancella, ovviamente, gli errori dei due partiti comunisti, in feroce lotta tra di loro);

6.    il Venezuela di Chavez;

7.    il Sudamerica di Morales, della Columbia, dell’Equador;

8.    situazioni particolari come quando (così almeno si è letto) si sarebbe prestato aiuto militare al Nepal, in lotta contro l’insurrezione maoista, ora al governo;

9.    il problema kurdo;

10. l’entrata della Turchia, dominata da un partito religioso, in Europa;

11. guerra tra la Russia e la Georgia;

12. Cipro, ancora occupata, per un terzo, dalle truppe turche;

13. Palestina e Libano;

14. Bosnia;

15. Nagorno Karabach e guerra tra Armenia e Azerbajan.

 Siamo assolutamente certi che le recenti sconfitte elettorali del PD non dipendono da queste questioni, anche se, infima minoranza più infima minoranza che si astiene, si arriva inevitabilmente ad un  risultato elettorale finale disastroso.

          Ma consideriamo ora le grandi questioni, avvertendo che a livello di fonti mi sono riferito esclusivamente a “l’Unità”, di Concita De Gregorio, che trovo, ora, tra parentesi, un bel giornale:

1.    il caso Englaro, il testamento biologico e via dicendo. Il Paese è spaccato e, dopo le dimissioni di Veltroni, il PD ha presentato lo spettacolo dei suoi membri  in Commissione Sanità, al Senato, che si divisi tra votanti “no” al disegno di legge del PDL e in astenuti, guadagnandosi l’apprezzamento di Gaetano Quagliarello e la ripulsa di Lidia Ravera che, su “L’Unità” scrive: “ … siamo sicuri che la fusione tra certi cattolici oggettivamente allineati con la destra e gli eredi di una visione del mondo laica e comunista sia possibile? E, ove possibile, che sia desiderabile? E’ meglio andare avanti per tigna, o umilmente, tornare indietro? …”

  2.    il problema degli anziani non autosufficienti. Senza aspettare le fosche previsioni, che danno l’Italia dei prossimi decenni abitata per un quarto da ultraottantenni (da “l’Unità”) e tenendo presente quanto scrive, sempre “l’Unità” , sul fatto che “nel 2006 un milione e 200mila famiglie italiane per curarsi ha affrontato spese catastrofiche, constatiamo che non é molto visibile la posizione del PD, nei confronti del massiccio trasferimento di ricchezze che si sta verificando, già oggi, in Italia, laddove i risparmi di una o più generazioni viene bruciato dalla degenza, nelle strutture, di migliaia di anziani, in lista di attesa, tra l’altro. Molti non autosufficienti percepiscono dallo Stato all’incirca 1000 € (600 di pensione e 400 per l’accompagnamento) a fronte di una spesa di soggiorno nelle strutture che si aggira sui 2500 €, con un ammanco di 1500€ mensile, 18.000 € annuali, 180.000 €, in un periodo, ipotizziamo, di dieci anni. Gli anziani ricoverati, per famiglia, possono essere due, con un’ipotesi di spesa, sempre in dieci anni di 360.000 €; laddove esistano poderi ed appartamenti frutto di una vita di fatiche e risparmi, tutto viene bruciato; e dove non ci sono, o NON CI SARANNO? Evidenziamo, poi, che il costo di una badante, laddove la stessa sia, com’è corretto, “in regola”, supera spesso il salario di chi la assume;

3.    la questione dell’ambiente. Tutti ovviamente sono a favore dell’ambiente, salvo poi battersi per le “alte velocità” (che comportano tagli a tutti gli altri treni), che massacrano il territorio (è veramente una pena vedere le ferite che ha inferto, ad esempio, alla bella campagna emiliana) e che servono ad una ristretta minoranza di utenti (mentre tutti gli altri, con i tagli delle corse, il degrado delle linee e del materiale rotabile, hanno grandi difficoltà a raggiungere, dal resto dell’Italia, gli snodi di quella stessa alta velocità, che si esalta, per non parlare dei loro viaggi extra-alta velocità). Per il resto, ciascun per sé, per cui, chi ha del terreno vicino al mare, ci vuole costruire, perché gli renderà e così Soru, in Sardegna (che può anche aver spinto troppo sull’acceleratore), è caduto, è stato messo in minoranza, con l‘apporto determinante  di una parte del PD, che evidentemente non gradiva la sua politica a tutela del territorio (Cetto Laqualunque, il celeberrimo personaggio di “Che tempo fa”, diceva: “Una colata di cemento vi sommergerà”; non sbagliava e come sempre veniva superato dalla realtà). Gli elettori sardi non hanno capito da che parte stava il PD e non si poteva pretendere che votassero un partito che ha fatto cadere il suo “governatore”;

4.    la questione del lavoro. Ma non è Chiamparino che, ancora una volta su “l’Unità”, dice che la gente deve sapere se il PD sta con la CGIL o con la CISL che tratta con il Governo. Anche perché i primi a sentire i morsi della crisi sono gli addetti all’industria, che, nonostante tutto, crediamo abbiano votato, in maggioranza, a sinistra; gli altri, per adesso, sono “in attesa” che il calo dei consumi, allarghi lo spettro del disastro. Ma il commerciante, il piccolo borghese capiranno di chi sono le responsabilità della crisi se i partiti della sinistra non sono stati chiari nelle loro analisi e nelle loro proposte, tanto più che Berlusconi controlla quasi tutte le televisioni? A questo proposito, le domande sono: quanta parte degli italiani guarda con regolarità la televisione? Il 50%? Di più? Di questo indifferenziato pubblico televisivo, quale percentuale possiamo considerare globalmente acquisita alle posizioni berlusconiane, a quel mondo che Veltroni, nella sua ultima dichiarazione, ha chiamato di “disvalori” , a quei comportamenti che, sempre su “l’Unità” Claudio Magris definisce “trasformazione antropologica”?  Quanto di quell’ipotetico 50%? La metà? Di più? Di meno (quanto)? Sempre comunque tanto da far vincere le elezioni?;

5.    la sicurezza. Qui bisogna stare molto, molto, attenti. Una certa accondiscendenza della sinistra nel porsi a fronte del problema dell’accoglienza, ha fortemente pesato, sull’opinione pubblica. Ci sono state prese di posizioni sconcertanti (per certi “pasdaran” dell’integrazione, alle cene scolastiche, a fine anno, non si poteva magari mettere in tavola il lambrusco, perché “offendeva” la sensibilità dei genitori musulmani; questo per dire delle piccole cose; sulle grandi poi ?!?!), per cui abbiamo visto, nel PD, da una parte difese acritiche e dall’altra manifesti per lo sgombero dei ROM. E che dire su quanto cita Silvia Balestra (ancora una volta su “l’Unità”): “ … Succede che sabato c’è stata una bellissima manifestazione contro il pacchetto sicurezza e contro il razzismo e discriminazione … Bene. Poi, però, il giorno dopo apri il giornale e trovi che il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati del PD, ha stanziato 250.000 euro per finanziare che cosa? Le ronde! … lui le chiama “presidi” (ma nel comunicato della Provincia c’è proprio scritto RONDE) … Pronto? C’è qualcuno? Il PD vuole le ronde, o le vuole solo Penati? Vuole una buona legge sul fine-vita oppure si astiene? Chi è disorientato, la base o il vertice?”.  E per quanto concerne i dati sulle violenze sulle donne e sugli stupri, la sinistra deve stare molto attenta ad enfatizzare il fatto che i dati del Ministero dell’Interno dicano che i violentatori sono per il 60% italiani, contro il 40% degli stranieri. Sappiamo tutti come la maggior parte delle violenze sulle donne (di cui lo stupro è l’aspetto più ignobile) avviene in famiglia; sappiamo anche che i dati e le percentuali vanno sempre e comunque presi con le molle, perché altissimo (ultramaggioritario si pensa) è il numero delle donne che non denuncia né violenze né stupri. Un commento comunque sui dati ai quali abbiamo fatto riferimento, deve tenere presente che gli stranieri non rappresentano il 40% della popolazione residente in Italia e che i rumeni non rappresentano il 7,8% di questa stessa popolazione. Enfatizzare il 60% contro il 40% significa dare ragione alla destra, che sostiene essere legato il problema della sicurezza quasi esclusivamente all’immigrazione. Se mai un messaggio corretto è quello di far riflettere sul fatto che sicuramente (considerato che quanto avviene nell’ambito delle mura domestiche, non sempre esce alla luce) quei dati vanno riconsiderati, da una parte per quanto riguarda gli italiani e dall’altra riconoscendo che l’immigrazione clandestina, così com’è manovrata dalla delinquenza, effettivamente incide pesantemente sulla sicurezza (i rumeni hanno dichiarato che il 40% dei loro ricercati dovrebbe trovarsi in Italia!)
Il fatto è che non riesco a porre fine a queste mie riflessioni, perché giorno dopo giorno, anche a leggere solo”l’Unità”, trovo continuamente la denuncia di continue cadute di identità del più grosso partito di opposizione.

6    e le alleanze? La Lanzillotta, moglie dell’ex ministro Bassanini, dichiara esplicitamente di guardare all’UDC, in abbastanza affollata compagnia, crediamo. Ricordiamo, per inciso, che l’ex ministro (ora consulente del Presidente Sarkosy, la qual cosa di per sé non suona molto bene), nella sua azione di governo aveva dato l’impressione (ripetiamo impressione),  ad addetti della Pubblica Amministrazione (cioè a singoli impiegati, quanti non lo sappiamo e non entriamo nel merito di una tale impressione), di essere inflessibile verso gli statali, la qual cosa ci ricorda dichiarazioni ed azioni di ministri attuali),

7.    fa una certa impressione (ed è certamente sbagliato, perché le mogli dei politici hanno il diritto di essere, a loro volta, dei politici) vedere tante mogli (e qui non c’entra la Lanzillotta) in posti di rilievo; fanno una certa impressione azioni bipartisan, come quella che Travaglio, su “l’Unità”, ha chiamato il “lodo Berillo”; fanno impressione (e questo è veramente un problema) le inchieste e gli arresti che colpiscono esponenti dell’Ulivo.

 

Ma qualcuno potrebbe pensare che tutto questo allargherà lo spazio per una forza politica autenticamente di sinistra, e a sinistra del PD (tralasciamo, per il momento, la questione dell’”Italia Dei Valori”, che merita un discorso a sé).

 Ma qui il quadro è ancor più sconsolante ed avvilente.

     Rifondazione Comunista ha pagato l’esperienza governativa con Prodi, con tre miniscissioni che, unite al “voto utile” di veltroniana memoria, l’ha spazzata via dal Parlamento. Non paga, ha visto un’ulteriore scissione, con l’uscita di Niki Vendola e di gran parte della corrente che a lui si richiamava. E non è ancora finita: a Bologna, in relazione a scelte relative alle possibili alleanze per le prossime elezioni amministrative, il Segretario è stato messo in minoranza, dalla sua stessa maggioranza!

La frantumazione sembra ormai non conoscere limiti.

Il PCDI cerca l’alleanza con Rifondazione, in vista delle prossime elezioni europee; ma ad oggi non abbiamo ancora risultati concreti.

I Verdi sembra non ne vogliano sentire di unirsi a chi si fregia del termine di “comunista”.

Poi ci sono il nuovo partito che si rifa a Vendola, la Sinistra DS (che rappresentava il 25% dei DS e che sembra essere stata solo una scissione di quadri), i socialisti; TUTTI che tentano di aggregarsi, ma con chi e con quali risultati?

     E quali le analisi e le proposte condivise, PER UN PROGRAMMA DI GOVERNO ALTERNATIVO A BERLUSCONI?

     E’ incredibile; nel momento della peggior crisi del capitalismo, con la finanza che ha mostrato a tutti il suo vero volto (i “Chicago Boys” ne hanno fatto di vittime, e REALI, FISICHE, nel mondo), la sinistra non solo annaspa, ma rischia di scomparire!

     Ad averceli, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli!

 

 


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