23 maggio 2010   Dario Ghelfi, La mano di Fatima

 

LA MANO DI FATIMA

 

“La mano di Fatima” di Idelfonso Falcones, Longanesi Editore è un testo complesso, impegnativo, se non altro per il fatto che conta ben 900 pagine;

 

è uscito, in Spagna, praticamente in concomitanza con la presentazione, da parte del Partito Socialista, di una mozione che voleva impegnare il Governo a “ … riconoscere istituzionalmente l’ingiustizia che è stata commessa con i moriscos buttati fuori dalla Spagna … Recuperare la memoria storica dei moriscos è un esercizio critico del passato e anche una presa di coscienza sugli esiti a cui possono condurre l’intolleranza e il fanatismo … Bisogna stabilire nuovi punti di contatto tra la Spagna di oggi e i discendenti di coloro che mai avrebbero dovuto essere obbligati ad abbandonare una terra che era loro e nostra”.

Il libro è, sostanzialmente, una saga e racconta la storia complessa di Hernando, un giovane musulmano, nato da uno stupro operato nei confronti di sua madre, da un parroco locale. Questa è il marchio che il giovane (chiamato, inizialmente, con disprezzo, “Nazareno”, dalla comunità musulmana) si porta appresso, anche se, all’inizio della rivolta dei moriscos del 1568, e dopo, nella “deportazione” in Cordova, assumerà un ruolo di grande rilievo tra i suoi fratelli in religione. Il fatto è che Hernando è acculturato, perché in parrocchia gli hanno insegnato a leggere e a scrivere; la grande ammirazione che ha per il faqid Hamid[1], lo porta, comunque, a rifiutare il cattolicesimo e a vivere da musulmano. E’ però contrario alla violenza, tanto che nel corso della rivolta della Alpurrjas[2], salverà una bambina cristiana (che diverrà, anni dopo, una sua fugace amante) e un grande di Spagna, che lo prenderà sotto la sua protezione. Questi fatti, però, una volta conosciuti, gli inimicheranno di nuovo i suoi correligionari.

Lo scenario di fondo della saga è costituito dalla questione dei moriscos spagnoli[3], di religione musulmana, che vivevano  in Spagna dal tempo della conquista araba (711), quando  l’ultimo regno musulmano (di Granada) cade nel 1492, lo stesso anno della scoperta dell’America, da parte di Colombo. Contravvenendo  a tutti i patti stabiliti in occasione della caduta di Granada, i “moriscos” sono costretti ad aderire alla religione cattolica, con battesimi di massa, ma, ma nonostante questo, sono mal visti, come “nuovi cristiani”, dalla popolazione ed angariati dai religiosi e dalle autorità. Nel testo si racconta che il re prudente, Filippo II, assieme ai suoi generali, avesse anche ipotizzato di imbarcare tutti i moriscos su galeoni per farli poi affondare, annegando così un intero popolo, anticipando le famose “noyades” di vandeana memoria. In un'altra occasione un prelato suggerisce di risolvere, una volta per tutte (“la soluzione finale”) la questione castrando TUTTI i maschi! L’epoca è certamente crudele, segnata, dalla feroce contrapposizione tra i cristiani vittoriosi e i musulmani sconfitti, perseguitati ed anelanti ad una impossibile rivincita, in nome della loro fede. Hernando, musulmano convinto, si pone comunque, lo abbiamo visto nei suoi comportamenti nella rivolta delle Alpujarras, al di fuori da questi esasperati estremismi; sintomatiche le pagine nelle quali cerca di trovare nella Madonna un punto di incontro tra cristiani e musulmani (che comunque hanno venerazione per la Madre di Cristo), dando vita ad un piano che vorrebbe promuovere una forma di sincretismo tra le due religioni puntando appunto sulla figura della Vergine, sul Vangelo apocrifo di Barnaba[4] e su San Cecilio, patrono di Granata, martire “arabo” della persecuzione romana di Nerone.

Accanto ad Hernando si muove un complesso mondo di comprimari: l´amatissima Fatima, la madre,i figli, gli amici, i nemici; è una storia che si snoda per un´intera vita, con un corollario di abbandoni e di ritrovamenti, di inganni (quelli a fin di bene assolutamente tragici, più feroci delle menzogne), di agnizioni a sorpresa, con i “cattivi” che sono veramente tali, senza tentennamenti e senza chiaroscuri, con il classico “vilain”, di cui ogni lettore auspica la morte, ma che con le sue efferatezze tiene in piedi il lunghissimo racconto (si tratta del padre adottivo di Hernando, Brahim, che ne sposò la madre, per una mula in dote e che odia ferocemente Hernando e che gli strapperà anche Fatima). Volutamente abbiamo inteso limitare al minimo i riferimenti a questa storia corale, all’accanimento del destino nei confronti di Hernando, che sovrasta tutti per la sua generosità e per il suo senso di responsabilità che gli impedirà, alla fine, anche di vivere con la sua, alfin ritrovata, Fatima.

Ma ciò che ci preme sottolineare è come storia privata  sia sempre collegata alla grande storia; i riferimenti cronologici sono precisi, a dimostrazione che, al di là dell’invenzione narrativa, l´autore si é comportato come un vero e proprio storico; ci ritornano in mente le parole di Yehosuah, quando sostiene che si impara la storia dai romanzi, che “Guerra e pace” è più utile di un saggio[5]:

E così, Falcones si premura di introdurre i cambiamenti politico-storici fondamentali con precisi interventi, all´inizio dei capitoli, che racconteranno del come quei fatti lontani determineranno le vicende dei singoli.

Il taglio del racconto è dalla parte dei musulmani perseguitati, anche se non si trascura di citare  le loro, di violenze (nel corso della rivolta), anche se inferiori a quelle dei cristiani (il trasferimento forzato dei moriscos dalle Alpujarras a Cordoba, assomiglia a quello, certamente più tragico degli armeni del 1915). Così come non trascura di sottolineare un certo fanatismo dei moriscos, assolutamente ed inflessibilmente legati alla loro religione, ciò che significava per loro mantenere la propria identità culturale e nazionale, oltre che religiosa.

Oltre a questo, il racconto appare come un eccezionale affresco della Spagna della fine del secolo  sedicesimo e di quello successivo, con puntuali descrizioni del vivere quotidiano, della situazione generale, delle modalità di vita dei popolani e dei nobili, anche spagnoli, al di là della presentazione del popolo dei moriscos. Significative le pagine in cui Hernando parla della condizione delle donne, miserevole sia dalla parte dei cristiani, sia da quella dei musulmani; altrettanto singolari le pagine in cui si parla della sensualità delle musulmane, infinitamente superiori alle cristiane nell’arte dell’amore, anche se poi nell’avventura che avrà con quella che era stata la bambina da lui salvata al tempo della rivolta, la giovane donna, dopo una prima incapacità di abbandonarsi al piacere[6], darà ampia dimostrazione del contrario.

E concludiamo con il riferimento all’ipocrisia delle grandi potenze, che allora, come ora, giocano con il destino dei piccoli popoli. Morta Elisabetta I, la vincitrice sulla Grande Armada di Filippo II, si firmò la pace tra l’Inghilterra e la Spagna e nel trattato questa ultima si impegnava a desistere da ogni tentativo di porre sul trono inglese un re cattolico:

“ … Forse per questo … e come dimostrazione di gratitudine, Giacomo I fece pervenire a Filippo III, una serie di documenti rinvenuti nell’archivio della sua predecessora. Tra questi figuravano le proposte dei moriscos spagnoli di sollevarsi contro il Re Cattolico, con l’aiuto di inglesi e francesi, e riguadagnare all’Islam i regni di Spagna. … Tantissimi furono i moriscos arrestati e torturati fino a quando non confessarono il piano … giustiziati …”.

Pochi anni dopo l’espulsione di tutti i moriscos dalla Spagna!

 

 


 

[1] Giureconsulto della legge islamica

[2]  Sulla rivolta delle Alpujarras, una regione montuosa del sud della Spagna, nell’area di Granata, vedi http://es.wikipedia.org/wiki/Rebeli%C3%B3n_de_las_Alpujarras

[5] “Per capire quello che è successo spesso ci servono personaggi inventati: tutto diventa più incisivo e più pregnante”.

 

[6] “Prendimi”, lo pregò, mentre apriva un altro po’ le gambe. Prendimi? Tutto qua? Con la camicia addosso! Non l’aveva nemmeno vista nuda, non si erano stuzzicati, nessuna carezza per procurarle piacere, per conoscere il suo corpo …”

 

 


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