22 agosto 2010  Dario Ghelfi

 

LE RAGAZZE DI OSTIA

 Il 19 o il 20 del luglio scorso abbiamo letto, su un quotidiano, del successo che stava ottenendo sulla rete, una video intervista, del 18 precedente, che due giornalisti, Nicola Veschi e Antonello Cavaliere, di SKYTG24, avevano effettuato ad Ostia per raccontare di come la gente cercava di fuggire l’afa di quei giorni. Hanno intervistato due ragazze ed il video, caricato su Youtube, in breve tempo ha avuto un numero di accessi incredibile, più di un milione.

In effetti il video, che non dura un minuto, è un piccolo capolavoro, dal punto di vista linguistico.

 

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=sJiEbXTQqos

Intanto le ragazze, due, con la seconda che compare dopo qualche secondo, si esprimono in un parlato romanesco e popolare, ma comprensibilissimo e il video è sottotitolato in un italiano ricercato e raffinato. L’effetto è assicurato: “ … vado a fa’ ‘na doceta là … ”, diventa, con uso dell’impersonale, “ … devi correre in acqua e bagnarti un po’ il capo”.

Certo è che ciascuna ragazza ci mette del suo e c’è un’osmosi perfetta tra intervistate ed intervistatore. Il sudore appiccicoso del caldo afoso diventa “stamo a fa’ la cola”[1] (espressione che senza dubbio alcuno diventerà usuale); “cola”,. “doceta”  e  “bira”, il tutto, rigorosamente senza doppie.

Poi tutti giocano sull’enfatizzazione; quando la ragazza dice che ha bevuto una “bira”, l’intervistatore la rimprovera, perché non si dovrebbero bere alcolici quando fa caldo (una “bira”!!!) e la ragazza risponde che al mare ci si va per divertirsi (una “bira”!!!).

Ovviamente qualche giorno dopo le due ragazze sono comparse in un servizio di una televisione nazionale ed hanno dichiarato che non dispiacerebbe loro entrare nel mondo dello spettacolo.

In questo contesto non ci interessa, però, la questione sociologica (e ci sarebbe molto da dire, anche in relazione alle più disparate reazioni che il video ha suscitato nella rete e fuori), quando sottolineare la virtuale potenza del messaggio nella rete: in poche ore un video può arrivare a centinaia di migliaia di persone!!!

L’importante è saperlo costruire ed accarezziamo l’idea, in questi tempi di difficoltà per la libera informazione, che la politica ed in particolare la politica dell’alternativa sappia cogliere l’occasione. 


 

[1]  Non siamo assolutamente certi della corretta trascrizione di tutti i termini del parlato delle ragazze.

 

 


ritorna all'indice videoweb