19 marzo 2011, Dario Ghelfi: Tra sogno e disagio

TRA SOGNO E DISAGIO

 

          E’ un viaggio dell’anima, oltre che nello spazio, quello che compie Flavio, allorché una serie di accadimenti lo coinvolge, lo travolge, innescando, contemporaneamente, l’impatto con altrettante agnizioni, attraverso le quali irrompe il tempo, spesso in funzione delle memorie personali del protagonista.

           Flavio è uno studente, un laureando, un giovane così come lo è l’autore (Fabio Bosco, Tra sogno e disagio, Davide Zedda Editore, Cagliari, 2010); se i fatti narrati sono, come supponiamo, pura invenzione, reale è certamente il disagio che Flavio vive, infastidito dalle piccole volgarità quotidiane (il concerto dei clacson selvaggi, la pubblicità sparata a un volume superiore a quello dei programmi in cui è inserita, la rappresentazione delle famiglie intente ad improbabili quanto false colazioni mattutine, il traffico caotico, la maleducazione degli automobilisti, anche nelle vesti di anziane signore) e vittima di azioni criminose (alla sua auto spaccano i vetri per rubare lo stereo, incautamente lasciato in bella vista).

          In questo quadro si inserisce la rappresentazione (che assume anche connotazione comiche, da ridere, cioè, se non ci fosse da piangere) dei rapporti suoi, in quanto laureando, con l’eminente cattedratico, che non sa mai chi si trova di fronte e che annichilisce l’incauto studente, che ha avuto la ventura di chiedergli di seguire la tesi:

 

            “ Pongiorno! Lei è?” esordì il docente.

          “ Flavio De Lanio” rispose.

          “ Mi dica … deve fare esami?”

          “Veramente sono venuto per la tesi” replicò, iniziando a coltivare

            l’amara sensazione che non ricordasse minimamente chi fosse, e il

            motivo per cui si trovasse lì.

            …………………………………………………………………….

            “Ah … Bell’argomento, chi gliel’ha consigliato?”

            “Professore … lei! Lei mi ha consigliato questo titolo!”

 

          Flavio ha una ragazza, Amanda, della quale non deve poi essere così perdutamente innamorato se, tornato a casa, dimentica di telefonarle e lo farà solo il giorno dopo; da parte sua, terminata una serata con amici, Amanda candidamente gli annuncia di non provare più nulla per lui.

  

 

 

Dall’uscita dalla casa di lei, iniziano gli eventi che l’autore racconta con una prosa agile, laddove insieme al linguaggio comune, trova posto tutta una serie di citazioni dotte e legate al mondo della musica. In tutto impreziosito dai disegni di Francesca D’Amico.

I fatti che si snodano nel racconto sono quasi sempre l’occasione per riprendere il filo con un passato che non si era voluto dimenticare, ma che era stato oscurato dal frenetico svolgersi della vita; è un filo che si riprende in mano, un viaggio nella memoria, il ricomparire dei vecchi amici della prima giovinezza. Ed è così che dopo lo smarrimento seguito all’essere stato lasciato dalla sua ragazza e allo spiacevole episodio del furto dello stereo (con annessi danni all’auto), il porto sicuro è rappresentato da un vecchio amico, Giancarlo, che ovviamente Flavio non vedeva da anni, ma che considerava alla stregua di un fratello. Questo primo incontro apre la pista ai ricordi, alle delusioni amorose dell’uno (lo stesso Giancarlo, anch’egli lasciato dalla sua donna, in verità colta in flagrante “adulterio”), la morte dell’altro (un giovane che si era messo con una figlia di un boss mafioso, che offeso dal fatto che il ragazzo tradisse la fidanzata, lo fa uccidere), la scelta della famiglia di un terzo che si è felicemente sposato. Ma  la disavventura continua, con il nostro protagonista che, ormai frastornato, si ritrova lontano da casa senza denaro e senza possibilità di comunicare (il cellulare è ormai ai limiti); ed è proprio in questa situazione borderline che si intravede la “ripresa”, allorché Flavio, soccorrendo un giovane straniero, assalito da un branco di rapinatori, si troverà a sua volto soccorso ed avrà modo di verificare un’altra agnizione, l’incontro con un vecchio compagno di una band di ragazzi, quando suonavano nelle cantine e per divertirsi. Lungo il cammino della sua “ripresa”, Flavio incontrerà anche il dramma, un amico che ha ucciso involontariamente in una rissa un coetaneo e che si toglie la vita uccide in una chiesa, sparandosi un colpo di doppietta alla testa.  “E’quando l’uomo non ha più nulla, che inizia ad esistere”: sono queste le parole che Flavio ricorda, convinto che tutti gli avvenimenti che si stanno verificando, non siano casuali, rappresentando, piuttosto una prova, una sfida per riprendere il cammino della vita. E cos’ sarà nell’epilogo, quando tutte le cose saranno tornate al loro posto e i sogni si saranno realizzati o trasformati in nuove opportunità.

Il disagio che spinge a lottare ed i sogni che diventano opportunità.

 

 


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