ASSOCIATION  UNIVERSITAIRE  FRANCOPHONE

                                        (Presidente: Prof. Annarosa POLI – tel.:045/8028322)

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L’Arena, domenica 18 novembre 2007 cultura pag. 57


ASSOCIAZIONE UNIVERSITARIA FRANCOFONA. APERTA LA STAGIONE

Un Offenbach diverso:
ironico e satirico
di Delia Allegretti

Offenbach e la Ville Lumière. L'Ottocento e la Parigi di Napoleone III. La gioia di vivere e «l'Opera comique». E le polche, i valzer, il can can. Con questi argomenti, e queste atmosfere, si è inaugurata l'ormai tradizionale stagione dei salotti francofoni. Incontri culturali, proposti alla città, dall'Associazione Universitaria Francofona, diretta da Annarosa Poli.
Il primo salotto, ospitato alla Loggia di Fra' Giocondo,con la presenza del console generale di Francia Jean-Michel Des Pax, si è raccolto attorno a Nicola Cipriani che ha presentato Offenbach in una lettura critica nuova. Non l'autore superficiale, ambiguo, poco aderente ai grandi orizzonti del suo tempo, come vorrebbe certa critica. Ma un Offenbach ironico,satirico. Ottimo musicista, capace di ricerca, teatrale e musicale, nuova e spericolata. Nato a Colonia, nel 1819, Jacques Offenbach si trasferisce a Parigi verso i quindici anni. E' già un enfant prodige come violoncellista. Ha tenuto concerti con Liszt e Schumann. La sua attività di compositore comincia nel 1830. Ha comprato un piccolo teatro vicino al Louvre, il «Teatro dei buffi parigini». E decide di chiamare le sue composizioni «Opera buffa», come il Teatro. Le sue rappresentazioni sono grandi successi di massa. Si ride insieme. Ma, nonostante, la critica non è benevola.
L'Opera buffa, ha sottolineato il relatore, non è soltanto un nome. Offenbach crea qualcosa di innovativo. Sostituisce il sentimentalismo dell'operetta con il ritmo indiavolato e le frenesia delle musiche. Il tema e gli atteggiamenti dell'operetta diventano in Offenbach ironia e caricatura. Dell'imperatore, della buona società, dei costumi dell'epoca. Dopo il grande successo di «Orfeo all'inferno», del 1835, Offenbach, dal 1840 al 1870, scrive più di cento opere. Grandi successi non solo in Francia, ma anche in Germania e America. Dal 1870 al 1880, anno della morte, lavora ai «Racconti di Hoffmann».
A sostegno della dotta esposizione sono stati proiettati rari filmati d'epoca,stralci di edizioni originali, presentati da Giuseppe Domenichini.
Annarosa Poli, che ha coordinato l'incontro, ha infine presentato l'attività della Francofona. I viaggi culturali, le escursioni, le mostre, gli incontri associativi. E i salotti, che si terranno alla Fnac, da novembre a maggio. E infine i corsi gratuiti di francese, alla scuola Provolo di via Camozzini, diretti da Liliana Zara (tel. 045913183).


 

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