18 nov 2002

Beppe
LA LEGGE 675/96 DETTA "LEGGE SULLA PRIVACY"

 

Qualcuno ha rilevato che con l'entrata in vigore della legge 675/96 siano diminuiti i fastidi derivanti dalle offerte commerciali di chi in qualche modo ha avuto notizia dei nostri dati personali ? 
Qualcuno ignora che da allora ogni contratto è sottoposto al fastidioso strascico di firme che autorizzano a trattare i dati . . . ecc. . .? 
A nessuno è capitato che il medico di base abbandoni le comode usanze sullo scambio delle prescrizioni continuative pretendendo di consegnare sempre le ricette in mano al paziente per paura di violare le norme sulla riservatezza dei dati personali ?
Quando è stata approvata la legge comunemente detta "sulla privacy" io avevo una posizione professionale per cui non potevo ignorarne i contenuti e le modalità applicative.  Né ignoravo come le aziende detentrici di dati personali intendevano interpretare la legge per continuare a fare le cose per loro necessarie. 
Tuttavia mi ero illuso che quella legge facesse in qualche modo diminuire la valanga di messaggi pubblicitari che arrivano per posta, le offerte commerciali via telefono, le valanghe di cataloghi e cataloghini, brochures e depliants.

E naturalmente mi sono sbagliato

Perchè banche, assicurazioni, catene commerciali, produttori di ogni ben di dio che compriamo si sono limitate a farsi autorizzare. 
Così oltre al danno la beffa: come si fa a non autorizzare?
 spesso le righe scritte in piccolo ti fanno capire che se non firmi non avrai il servizio, ma bisognerebbe analizzare bene quali sono i dati realmente necessari alla fornitura del servizio. 
E bisognerebbe sapere bene a priori quali saranno e quanto saranno invadenti le attività di "informazione sui prodotti e servizi" che ci vengono offerte se facciamo una firma in più. 
E bisognerebbe affrontare discussioni. 
E talvolta ricorrere all'Authority.
Ho letto da qualche parte che è intasata dalle richieste di dirimere controversie che chissà quando verranno analizzate.

Intanto il mio medico di base che mi deve fare ogni 4 settimane sempre la stessa ricetta di un farmaco antiipertensivo, non me la depone più in una semplice busta nella solita cassettina, ma mi costringe a prenotarla per telefono e a ritirarla di persona. E' bravo e ben organizzato per minimizzare il problema ma perdiamo molto più tempo in due. Se no rischia di essere accusato di non trattare con sufficiente cura i miei dati personali.

E che nessuno mi venga a dire che senza questa legge sarebbe peggio.

Io amerei tanto avere una legge che mi risparmiasse le proposte commerciali,  non mettesse in crisi il mio medico e non mi costringesse a firmare autorizzazioni a tutti.

In parole povere vorrei una protezione sostanziale e non formale. 

 

 

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