17 febbraio 2003 

dalla  PeTA su segnalazioni di Dario Ghelfi

 

COMUNICATO STAMPA

SAN VALENTINO. FESTA DEGLI INNAMORATI.

L’AMORE BRUCIA ED ARDE IN UN FALÒ DI PELLICCE A PIAZZA DI SPAGNA CON VENTI ANIMALISTI INCATENATI PER AMORE E FERMATI DALLA POLIZIA.

14 febbraio 2003. Roma, San Valentino: giornata dell’Amore.

In nome dell’amore per gli animali venti volontari degli Animalisti Italiani-PeTA si sono incatenati nella centralissima Piazza di Spagna a Roma all’ingresso della boutique dello stilista Roberto Cavalli, dando origine anche ad un colorato falò di pellicce insanguinate, donate alla PeTA da donne "pentite". Perché l’Amore, nel giorno di San Valentino, deve essere rivolto anche agli animali uccisi per diventare pellicce.

"Pelliccia non vuol dire bella vita, ma brutta morte", "No pellicce di cavallo, no a Roberto Cavalli".

"Roberto Cavalli nelle ultime sfilate ha superato ogni orrore ed immaginazione:" – dichiara Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani/PeTA – " pellicce di cavallino e di lupo sia per uomini che per donne, pantaloni di pitone, giacche con centinaia di code di volpe, cappotti e vestaglie di cavallino leopardato. La nostra protesta pacifica e nonviolenta nel giorno di San Valentino vuole ricordare l’amore che dobbiamo avere anche per gli animali uccisi per ottenere pellicce. Roberto Cavalli, per cercare di superare la crisi del settore, è diventato il paladino delle indecenti e vergognose pellicce da uomo, proposte nelle ultime sfilate maschili.

La PeTA chiede a Roberto Cavalli di seguire l’esempio di Calvin Klein, Todd Oldham, Armani e Moschino che hanno scelto di rispettare gli animali e di non proporre pellicce. La vera bellezza è quella interiore e non la si ottiene indossando crudeltà".

Gli animali trascorrono la loro vita negli allevamenti da pelliccia in piccole gabbie sporche con il fondo metallico in rete, sono esposti forzatamente al freddo, al vento e al gelo per infoltirne il manto. Vengono uccisi all’età di 7-8 mesi mediante elettrocuzione anale e vaginale, rottura delle ossa cervicali, asfissia con gas tossici o soffocamento. Occorrono dai 30 ai 60 animali per una sola pelliccia di visone, dai 180 ai 240 animali per una sola pelliccia di ermellino, dai 130 ai 200 animali per una sola pelliccia di cincillà.

Nel mondo gli allevamenti da pelliccia sono passati da una produzione di 48 milioni di animali negli anni ottanta a 29 milioni negli ultimi anni.

In Italia gli allevamenti "da pelliccia" sono passati dai 170 del 1988 ai 50 del 2002.

Grazie alle battaglie della PeTA, a partire dal 2008 dovranno scomparire le gabbie dagli allevamenti dei visoni, che potranno essere allevati solo a terra, con ampi spazi per il movimento. In Gran Bretagna, al contrario, si sta procedendo allo smantellamento progressivo di tutti gli allevamenti da pelliccia ed alla loro riconversione: questo è l’obiettivo degli Animalisti Italiani-PeTA anche per il nostro Paese.

Roma, 14 febbraio ‘03

 

 

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