ASSOCIATION  UNIVERSITAIRE  FRANCOPHONE

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ATTUALITÀ. INCONTRO CON ROBERTO ROSSETI ALL’ASSOCIAZIONE UNIVERSITARIA FRANCOFONA


Le donne e la politica

La Francia insegna

Più di tutte è Segolene Royal seppure sconfitta alle elezioni ad assomigliare a Marianna, simbolo della Rivoluzione

 

È stata una conferenza di grandissimo interesse quella che Roberto Rosseti, vice direttore del Tg1 Rai, ha tenuto in sala Farinati per l'associazione universitaria francofona, presieduta da Anna Rosa Poli. Le donne e la politica, il tema attualissimo della prolusione. Roberto Rosseti sottolinea come destra e sinistra si battano per dare maggior peso «all'altra metà del cielo». Come spesso accade, l'Italia è in ritardo rispetto al resto d'Europa. Ma è proprio la vicina Francia «il Paese dove la donna ha avuto da sempre un ruolo determinante nella vita pubblica», la Nazione che ha più da insegnare.
Nel 2002 il Corriere della sera ricordava come «giovani, integre, ribelli e coraggiose si ritrovano sulle barricate le due ragazze di Francia. L'una, berretto frigio e coccarda, riscalda i cuori repubblicani e si batte per la libertà, l'uguaglianza e la fraternità: Marianna. L'altra, elmo e spada in pugno, suscita passioni patriottiche perché liberò la Francia dagli inglesi occupanti, alleati dei borgognoni traditori e poi, ardente di fede e di fedeltà verso la Chiesa, finì sul rogo arsa come eretica: Giovanna d'Arco». La prima è il simbolo, oltre che della Francia, della sinistra francese. Più di ogni altra ha tentato di prenderne le sembianze Segolene Royal, «la candidata per eccellenza, la sconfitta per antonomasia». Nei sondaggi i francesi avrebbero veduto volentieri una donna all'Eliseo, a succedere a Chirac. Segolene ha poco più di cinquant'anni meravigliosamente portati, è madre di quattro figli e quattro volte ministro. La base socialista si mostra sensibile al fenomeno mediatico.
Il compagno di vita di Segolene e segretario del Partito socialista Francois Hollande è tra i sorpresi dall'ascesa della nuova Marianna. E' difficile capire se lui è l'eminenza grigia di Segolene o l'antagonista. All'esterno non filtra nulla, se non una discussione alla biblioteca della Camera riferita dal celebre Canard Enchainé. Lui è socievole e conciliante, con spesso il ruolo di mediatore all'interno del partito. Lei esce talvolta dagli schemi della riservatezza borghese, è figlia d'un severo colonnello d'artiglieria. Una volta è stata ripresa da Mitterand in persona, di cui è stata collaboratrice e ministro. Lei comunque si presenta come politico capace e madre realizzata, anche se i detrattori le fanno pesare di aver guidato dicasteri di non grande importanza.
Le rimproverano di non avere un programma. Lei non propone un progetto, ma fa un discorso politico e morale, con accenti che conducono a Blair e Zapatero. Dice di volere ascoltare prima di parlare, discutere prima di decidere, consultare prima di agire. Come è andata a finire lo sappiamo. Sarkozy la batte nettamente al ballottaggio. Alcuni militanti di sinistra scendono in piazza, Hollande li invita alla calma, ma pochi giorni dopo si consuma la separazione fra lui e Segolene. La vittoria non porta fortuna nemmeno a Sarkozy, che scioglie la sua unione con la bellissima Cecilia Ciganer Albeniz. Le avvisaglie c'erano. Clamorosa l'assenza di lei alla colazione nella tenuta di Bush nel Maine. Vengono attribuiti diversi amori al «gallo magiaro», ma la scelta cadrà su Carla Bruni. «In fondo la vera "apertura" Nicolas Sarkozy l'ha fatta sposando una moglie di sinistra. Una "gauche caviar", appartenente a una famiglia di miliardari torinesi pesantemente intervenuti per evitare l'estradizione alla terrorista rossa Marina Petrella». Dopo sette mesi di assenza dall'agone politico la Royal torna alla ribalta col libro La mia più bella storia. Vuole riprendersi il suo elettorato per guidare il partito socialista. La chiamano la tele predatrice, per la sua aria messianica. Quelli che lei aveva chiamato i «vecchi elefanti del partito», la scaricano. Martine Aubry, sindaco di Lille, ex ministro del lavoro, figlia di Jacques Delors, mitico presidente della Comunità europea, le strappa la presidenza del partito Socialista. Intanto la Bruni, dopo le frecciate a Berlusconi e la replica di Francesco Cossiga, è desiderata come intervistata da Fabio Fazio a Parigi e come ospite speciale da Bonolis a Sanremo.
 
da "l'Arena" del 10 dicembre 2008


 

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