16 DIC 2002 

Umberto è padre di Argentoeno, avendo inventato il marchio e partecipato alla prima mostra fotografica che portava questo nome; oltre che finissimo fotografo è sommamente esperto di stampa digitale e pertanto sa padroneggiare strumenti complessi come Photoshop con rara maestria. In questo intervento illustra come sia possibile in digitale ciò che nel mondo della fotografia chimica bisognava solo evitare a priori: correggere le distorsioni provocate dalle ottiche non geometricamente corrette.

 

 
BARILOTTI & CUSCINETTI

Correggere la distorsione con Photoshop

Una delle principali sventure del nostro tempo, subito dopo l’effetto serra ed il buco dell’ozono, è l’incapacità dei moderni obiettivi zoom di fare una cosa che per le lenti di un secolo fa’ era il minimo da cui cominciare: non presentare distorsione. Gli attuali zoom fanno un sacco di cose utilissime ma, anche i più costosi e blasonati, trasformano le colonne in banane. Se le colonne/banane sono arcuate verso l’esterno dell’inquadratura si parla di distorsione a barilotto; nel caso contrario si ha la distorsione a cuscinetto.

 
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Fig. 1 – Distorsione a barilotto


Questo difetto non è correggibile nella fotografia tradizionale, che dovrebbe ricorrere alla stampa su un’impossibile carta sferica dotata di un raggio di curvatura tale da compensare esattamente l’entità dell’aberrazione causata dall’obiettivo. La possibilità di correzione è invece offerta dalla fotografia digitale, sia nel caso di immagini direttamente assunte con macchina elettronica, sia di immagini raccolte su pellicola e sottoposte a scansione.

Chi vuole affrontare il problema in termini molto rigorosi, e cioè matematici, può rivolgersi al sito www.fh.furtwangen.de, dove un professore, naturalmente tedesco, offre delle soluzioni basate su delle sfilze di equazioni da compito in classe.

Chi si accontenta invece di cavarsela in un modo più empirico ma – a mio parere – non meno funzionale, può ricorrere, con qualche accorgimento, alle risorse di Photoshop.

Photoshop, nelle sue varie versioni, ha tra i filtri un "effetto sfera" nella categoria "distorsione". Questo filtro agisce però solo sulla parte centrale del fotogramma

 


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Fig. 2 –  Area di incidenza dell’effetto sfera

 

per cui è necessario allargare il "quadro" di quanto basta ad ottenere l’effetto su tutta l’immagine.

Tenuto conto che l’obiettivo forma originariamente un’immagine circolare, che viene poi ridotta a rettangolo o quadrato dalla macchina fotografica, si può procedere come segue:

- Aperta l’immagine che ci interessa correggere, si va su "immagine – dimensione quadro", si allarga il quadro incrementando il lato maggiore di circa il 25/30% e si porta poi alla nuova misura così ottenuta anche il lato minore; otteniamo così una immagine attiva di forma quadrata, all’interno della quale è inscritto il nostro fotogramma rettangolare.

- Applichiamo il filtro "effetto sfera" ed impostiamo un basso di valore di correzione, 2% ad esempio, positivo se si vuole correggere una distorsione a cuscinetto, negativo se a barilotto. Non conviene applicare coefficienti più elevati – a meno che non si voglia intervenire su una immagine ripresa con il fish-eye – per non incorrere nella sovracorrezione; è possibile piuttosto reiterare l’intervento, sino al raggiungimento del risultato voluto. Sarà opportuno controllare l’andamento dell’operazione con strumenti quali la "griglia" o le "guide".

A questo punto avremo una immagine con le linee corrette; i bordi non saranno però più paralleli, ma leggermente arcuati verso l’interno o verso l’esterno


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Fig. 3 –  Immagine corretta, primo stadio

Ricorriamo adesso allo strumento "taglierina" e rifiliamo l’immagine di quel minino che basta a riportarla alla sua naturale condizione di rettangolo.


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Fig. 4 –  Immagine corretta, effetto finale

 

Umberto

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