11 maggio 2007

Dario Ghelfi

 

  

LEGGERE LE CARTE

          E’ noto a tutti come la carta sia la “voce” della geografia ed é altrettanto noto come di carte ce ne siano molto poche nella scuola. Ovviamente nessuno ha fatto un’indagine sull’utilizzo delle carte in geografia, così come nessuno ha monitorato la didattica di questa e di qualsivoglia altra disciplina (con un’eccezione forse per le Lingue Straniere, laddove, la certificazione cui si sottopongono tanti studenti, presso Enti linguistici “altri” dalla scuola, diventa una sorta di controllo sull’attività dei docenti). Non è, pertanto, possibile “uscire” con giudizi generali, in considerazione del fatto che gli insegnanti che insegnano geografia sono decine di migliaia; la prima impressione che si ha, però, è che con le carte nelle aule scolastiche non si lavori molto. Ed é un male, specialmente oggi, quando la presenza di tanti stranieri, la globalizzazione del commercio e delle idee, il frenetico nostro muoversi per tutti gli angoli del pianeta, indurrebbe a pensare ad un ruolo primario della carta nell’educazione scolastica.

         Le carte, poi, occorre saperle leggere, proprio perché sono la voce della geografia, in grado di darci una serie infinita di informazioni. Se la geografia è lo studio delle relazioni che i vari soggetti posti nello spazio intrattengono tra di loro, nella carta quei rapporti li troviamo visualizzati.

         Ed e così che segnaliamo un ultimo volume di didattica cartografica, una guida dedicata alla lettura delle carte. Si tratta di un testo uscito per i tipi dell’Editrice Zanichelli: Elvio Lavagna e Guido Lucarno, Geocartografia. Guida alla lettura delle carte geotopografiche, Bologna, Zanichelli, 2007 (con un costo modestissimo, per un’opera così interessante: 12 euro).

 

 

 

 

 

 

         Il volume consta di  8 capitoli, dedicati alla rappresentazione della Terra (con le coordinate geografiche e la rappresentazione del rilievo), alla storia della cartografia (cenni su questa materia affascinante, che nel periodo delle prime scoperte ha “sconfinato” nell’arte), alle proiezioni cartografiche, alla tipologia delle carte, alla rappresentazione dell’Italia nelle carte topografiche  (dalle carte dell’I.G.M. a quelle regionali), dalla simbologia alla toponomastica, dall’orientamento delle carte alla lettura del paesaggio.

Si tratta di un’opera utile per studenti ed insegnanti, anche perché alla fine di ogni capitolo presenta una serie di esercizi, con soluzione rinvenibile in un’Appendice. Chiudono il testo, una bibliografia, un repertorio delle fonti e delle immagini ed un indice analitico.

Un volume apprezzabile perché si presenta, contemporaneamente come un efficace sussidio didattico per i docenti e come un testo guida per specifiche ricerche nel territorio.

 

 

 

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