10 feb 2003

 

QUOTE LATTE: VINCONO GLI ALLEVATORI.

<<SCUSATE IL DISTURBO….MA NON LASCIATECI MORIRE>>

Gli allevatori hanno vinto: dovranno pagare soltanto il 25% delle multe assegnategli per la sovrapproduzione di latte. I telegiornali, nel darne notizia, hanno mostrato le grandi battaglie degli allevatori di qualche hanno fa: latte buttato con le pompe, letame gettato contro la polizia, la mucca Ercolina, un cartello con scritto "scusate il disturbo ma non lasciateci morire".

"Nessuno però ricorda l’origine del male:" – dichiara Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani-PeTA (People for the Ethical Treatment of Animals, la più grande associazione animalista al mondo che ha tra i suoi testimonial Paul McCartney e Pamela Anderson) – "la sovrabbondanza di latte nasconde morte e sofferenza, le vacche sono rese continuamente gravide per produrre sempre più latte, i vitelli a cui sarebbe destinato questo alimento vengono svezzati con latte in polvere, vengono quindi strappati alle madri ed infine destinati all’ingrasso per la produzione di carne. Le vacche, costrette a produrre sempre di più (una superproduttrice arriva fino a 40 litri di latte al giorno), hanno la mammelle tese e dolenti perché il loro apparato mammario ospita un quantità di liquido eccessivo. La mungitura meccanica e la continua tensione a cui l’apparato mammario è sottoposto producono mastiti con dolori lancinanti per gli animali.

Le vacche da latte negli allevamenti generalmente rimangono nel ciclo produttivo di un’azienda per otto-dieci anni: vengono quindi vendute al macello in quanto improduttive. Allo stato brado, al contrario, una vacca vive fino a 40 anni.

La vittoria degli allevatori è una sconfitta per gli animali, e per i cittadini: gli allevatori non dovranno pagare né per le sofferenza "extra" inflitte agli animali né per le sofferenze quotidiane che ogni singolo animale subisce negli allevamenti intensivi.

La mucca "Ercolina", simbolo di tante battaglie, è sicuramente ancora chiusa in una stalla con il suolo in cemento, senza erba, sottoposta alla somministrazione di mangime: non erba e fieno ma Unifeed, ovvero una sorta "di piatto unico" composto da mais ed integratori vari".

"Fino a quando non avremo smantellato gli allevamenti intensivi" – conclude Walter Caporale – "non potremo gioire della nostra vita e del rispetto dei più deboli. Noi ci auguriamo, un giorno, di poter urlare tutti insieme: "Scusate il disturbo… ma non lasciateci morire" anche per i nostri amici animali".

Roma, 10 febbraio ' 03

 

 

 

CACCIA. CORONA DI FIORI DEGLI ANIMALISTI ITALIANI NEL GIORNO DELLA CHIUSURA.

PER UNA VOLTA CACCIATORI IN GABBIA ED ANIMALI ARMATI DI FUCILI.

NO ALLA DEPENALIZZAZIONE DEI REATI VENATORI E ALLA CACCIA NEI PARCHI.

Roma, giovedì 30 gennaio. Dopo cinque mesi, si conclude la stagione di caccia nel nostro Paese, con un bilancio drammatico: decine di morti e feriti tra le persone (non solo cacciatori), almeno 150 milioni di animali sterminati e poteri sempre più ampi ai cacciatori attraverso le regioni.

"Anche se i cacciatori si stanno estinguendo da soli (oggi sono meno di 800.000, erano 1.700.000 venti anni fa) - dichiara Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani-PeTA - il loro strapotere è incredibile!"

Gli Animalisti Italiani hanno deposto una corona di fiori all’ingresso della Federcaccia per commemorare i 150 milioni di animali sterminati in questa stagione di caccia.

Ma abbiamo voluto anche festeggiare, provocatoriamente, la fine della caccia: per una volta, abbiamo messo nel carniere i cacciatori, mentre sono stati gli animali (cinghiali, conigli, anatre) ad avere avuto il fucile in mano e la libertà di sparare. Gli slogan della colorata manifestazione:

"Vergogna! Uccidi un orso marsicano e paghi una multa!"

"Caccia tutto l’anno? No, grazie!"

"No alla caccia nei Parchi"

"No alla depenalizzazione dei reati venatori".

Chiediamo al Presidente del Consiglio e a tutte le forze politiche di bloccare le nove vergognose proposte di legge che, in discussione presso la Commissione Agricoltura della Camera, mirano a:

1 - riaprire la caccia nei Parchi italiani (attraverso la loro riperimetrazione);

2 - allungare il calendario venatorio (durante la migrazione e la nidificazione degli animali);

3 - depenalizzare tutti i reati venatori (dalla caccia fuori stagione all’uccisione di specie protette, per cui uccidere un orso marsicano, un lupo o un’aquila reale sarà come passare con il rosso o parcheggiare in divieto)?.

Roma, 30 gennaio 2003

Animalisti Italiani Ufficio Stampa: Manuela Baroncelli - 06 23 23 25 69 int.5 ufficiostampa@animalisti.it

 

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