7 settembre 2010  Dario Ghelfi

 

UN COLPO ALL’ANIMA, A NORA

 

 

 

           L’arancione acceso delle lenti di un faro (in dettaglio), poi una figura, nella “lanterna”, che si staglia a guardare verso l’esterno; ecco le prime immagini del video  “Un colpo all’anima” di Luciano Ligabue[1].

Un montaggio dinamico, che si muove tra carrellate veloci e primissimi piani, campi lunghissimi e dettagli; colonna sonora, la musica di Ligabue.

Il video intreccia l’esecuzione di Ligabue de “Il colpo all’anima”, all’interno del teatro antico di Nora (un’antichissima città, posta a sud di Cagliari) ed una sorta

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

di microstorie, che coinvolgono giovani coppie,  ragazzi e ragazze. Tutti saranno attirati dalla musica e si metteranno a correre verso le rovine, verso la “location” della musica.

Dapprima la camera inquadra un ragazzo ed una ragazza che dormono in riva al mare, poi c’è uno stacco e vediamo il mare alle loro spalle, poi di nuovo i due giovani. Via via gli altri protagonisti: una ragazza che esce dalla roulotte, dove ha dormito, per stendere biancheria, un surfista, giovani che giocano al pallone, una ragazza in una casa diroccata, altre ragazze che corrono in riva al mare.

 

 

 

  

 

 

 

Alla velocità delle inquadrature, che si susseguono in rapida successione,  si contrappone il ralenti, delle ragazze in corsa; slow-motion, in particolare, quando i giovani arrivano al teatro e saltano sui suoi gradoni e quando ballano al suono della musica di Ligabue.

Il video inizia con i suoni degli artisti che accordano gli strumenti: si intrecciano figure intere, primi piani e primissimi (in particolare di Luciano Ligabue) e dettagli (degli strumenti, soprattutto).

 

 

 

 

Alla musica è affidata la continuità della storia; la parte visiva del pezzo, la rappresentazione della sua esecuzione (nelle modalità che abbiamo già descritto) viene continuamente “interrotta” dall’inserirsi delle altre storie, i ragazzi che si muovono, corrono verso il teatro.

I ragazzi e le ragazze vengono, da una parte, inquadrati a figura intera o in primo piano e, dall’altra, inseriti in campi lunghissimi, laddove sembrano scomparire a fronte della rappresentazione dell’ambiente (ricordiamo la coppia sullo strapiombo, i giovani in corsa verso il teatro, ripresi dall’alto). E’ un gioco che continua senza soluzione di continuità: volti in primissimo piano e campi lunghissimi; piani americani e campi lunghi, poi, di nuovo i piani ed i dettagli. E, di tanto in tanto, le incursioni nell’ambiente puro e semplice: la costa, il volo di un uccello tra mare e cielo.

 

 

 

 

 

Chiusa la canzone, il rimando alla stupenda ambientazione. Dall’interno della casa diroccata, un’inquadratura coglie una finestra: nel suo varco, l’azzurro del cielo, poi lo stacco e, a tutto campo, un gabbiano che vola nel cielo azzurro. Ritorna il faro; vediamo l’immagine, la sagoma della penisola che ospita Nora.

La musica, la voce di Ligabue, l’ambiente mozzafiato, i resti dell’antica Nora, il video: sì,  “un colpo all’anima”.

 

http://www.youtube.com/watch?v=HSJKuKnIWN0

  

di Un colpo all'anima (diretto e prodotto con AngelFilm dal regista Marco Salom per la fotografia di Marco Bassano) ha richiesto due giorni di riprese (effettuate in pellicola 35mm); le immagini sono rese ancor più spettacolari grazie all’ausilio di un elicotter

 

[1] Il video è stato prodotto, con AngelFilm dal regista Marco Salom:  fotografia di Marco Bassano.

 

 

 


ritorna all'indice videoweb