7 novembre 2010   Dario Ghelfi

 

LA CACCIA AL TESORO

 

          E’ una storia singolare, questa ultima del Commissario Montalbano (Andrea Camilleri, La caccia al tesoro, Sellerio), che inizia con il “nostro” che si trova a

 

 

 

 

 

 

compiere acrobazie (che giudica non adatte all’età[1]), per mettere in condizioni di non nuocere due anzianissimi bigotti, fratello e sorella, il primo con la mania delle armi. Il fatto, poi, che tra le cose accatastate nell’appartamento dei due, si trovi anche una bambola gonfiabile (vecchio modello) sembra inizialmente ascriversi alla pazzia di quello stesso fratello; la cosa assume, comunque, un certo rilievo, quando in altro luogo, se ne scopre un’altra che, a prima vista, sembra uguale alla prima. Rimaniamo comunque nell’ambito della bizzarria; la faccenda delle bambole sembra giocare un ruolo particolare nella storia, colorendola di comicità, ai danni di Montalbano; dapprima deve accollarsi le reprimende del medico legale, chiamato perché erroneamente la seconda bambola  è stata scambiata per il cadavere di una donna, poi perché le due bambole, che il commissario ha imprudentemente collocato, nascosto, sotto il proprio letto, nella sua casa di Marinella, gli creano imbarazzi con Adelina, la fedele cuoca “ad ore” e con suo figlio, in seconda istanza anche con Ingrid.

          In parallelo, il Commissario riceve lettere ed oggetti che lo spingono ad una sorta di caccia al tesoro, di cui, né Montalbano, né i lettori si rendono conto di dove voglia parare. Di più i lettori che non afferrano il legame tra i primi avvenimenti (i due vecchi pazzi, la bambola, le bambole) e questa caccia al tesoro, nel quale Montalbano viene affiancato, anche, da un giovane studente, amico di Ingrid.

          La monotonia della vita quotidiana (ed in un certo senso anche quella che vive il lettore) appare interrotta ad un certo punto, solo, dalla scomparsa di una ragazza, su cui Montalbano, evidentemente è chiamato ad indagare.

          Camilleri però non ci tradisce; tutti gli elementi si salderanno e rientreranno, alla fine a completare il puzzle, in un crescendo di orrore, che segna con “La caccia al tesoro”, forse il passaggio al noir delle avventure di Montalbano.

          Un vero colpo di scena, sul quale siamo obbligati a non dire una parola di più.

 

 


 

[1]  Com’è noto ai lettori del Commissario quello dell’età che avanza è un pensiero fisso per Montalbano.

 

 


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