7 agosto 2010 Quinto Borghi: NICE TERZI

 

Nice Terzi, a cura di, Prospettive di qualità del nido. Il ruolo del coordinatore pedagogico, Junior, Bergamo, 2006.

 

“La qualità dei servizi per l’infanzia e il loro continuo incremento sono la verifica più attendibile di quanto la nostra società sa crescere e far crescere bene i suoi più piccoli cittadini, di quanto la nostra comunità crede e investe sul proprio futuro”.

Con queste parole dell’assessore alle Politiche educative e scolastiche del comune di Roma, Maria Coscia, inizia il volume di Nice Terzi.

 

Ci tratta di un libro, scritto a più mani, che fa riferimento ad una esperienza locale e si riferisce essenzialmente ai nidi d’infanzia gestiti dal comune di Roma in un momento di positivo sviluppo e di felice espansione in seguito alla forte attenzione ed al consistente impegno anche finanziario che il comune di Roma ha profuso per questo tipo di servizio.

Il libro, curato da Nice Terzi r che vede il coinvolgimento partecipe del coordinamento educativo centrale dei nidi municipali di Roma, è interessante perché si muove dal basso verso l’alto. Attraverso questo volume la curatrice si propone insieme una valutazione ed una sintesi del proprio lavoro nella sua qualità di dirigente comandato presso il comune di Roma per la progettazione pedagogica ed organizzativa dei nidi e delle scuole dell’infanzia della città.

Non per questo si tratta tuttavia di un contributo che si limita ad uno sguardo interno e che si rivolge solamente ad una realtà territoriale specifica. Spesso l’esperienza locale costituisce un’occasione non solo per fare il punto sulla situazione ma anche per alzare lo sguardo e rivolgere la propria attenzione sull’evoluzione futura del nido in generale.

In questa prospettiva il volume offre un quadro problematico ed aperto sull’organizzazione e sulla gestione educativa del nido. Interrogarsi infatti sull’identità e sulle prospettive del nido in una società in evoluzione significa porsi molte domande: il rinnovato ruolo del coordinatore pedagogico, la relazione educativa ed il rapporto degli educatori con i bambini, la progettazione al nido (le routine, le emozioni, gli spazi, la giornata del bambino), il fare dei bambini in relazione al contesto, il lavoro di gruppo dei piccolissimi, l’organizzazione e la gestione del nido. Tutti questi argomenti sono sviluppati in modo ampio ed esauriente. Non manca un’attenzione privilegiata al tema, oggi particolarmente caldo ed attuale, all’inserimento dei bambini immigrati ed alla loro integrazione e quindi alla necessità di prestare attenzione ad alte culture.

Un rilievo particolare assume, per la curatrice, la formazione sul campo. La formazione degli educatori deve essere permanente e continua. L’aggiornamento costituisce perciò il fulcro di qualsiasi servizio che vuole essere di qualità in considerazione dell’evoluzione continua della società e quindi delle politiche, senza dimenticare che anche la ricerca in ambito infantile compie continui passi avanti. E’ forse anche per questo che l’autrice non solo, come detto, attribuisce un ruolo centrale alla formazione, ma lo stesso libro consiste nella raccolta, riveduta e corretta, di un complesso corso di formazione (che abbraccia un’ampia quantità di temi) degli argomenti più significativi sviluppati, in una miriade di gruppi di lavoro territoriali, all’interno di un complesso progetto di formazione di durata pluriennale che ha abbracciato l’intera città.

Il libro dimostra come la qualità, anche in relazione al nido d’infanzia, abbia inevitabilmente un prezzo. Da un lato, sul piano più propriamente economico, è inevitabile che un servizio di qualità richieda adeguate risorse (ed il risparmio sui servizi rappresenta un’autentica minaccia alla qualità), dall’altro, sul piano pedagogico, la qualità è il risultato sia del contributo e della collaborazione di tutti, sia dell’attenzione accurata, ognuno per le proprie competenze, a svolgere con adeguatezza ed intelligenza il proprio lavoro. 

 

Battista Quinto Borghi

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