06 gen 2003

Monica

Onda su onda

 Ho sempre pensato la musica come onde di oceano, volando con la fantasia, sognando lidi lontani. Per una volta il sogno Ŕ diventato realtÓ. Onda su onda la barca ha attraversato il Mediterraneo e l'Atlantico, approdando finalmente su isole fatte talvolta solo di sabbia e palme. Quando parti non ti sembra vero che arriverai navigando su un mare che unisce magicamente confini creati solo dall'uomo, sbarcando in paesi diversi per l'incredibile mix di razze e culture dovute a secoli di migrazioni, colonizzazioni, storia. E scopri che Colombo Ŕ stato ovunque e ha battezzato ogni posto!

Essere navigatori non Ŕ solo essere velisti, significa desiderare ardentemente e ad ogni costo di conoscere il mondo, inizialmente raggiungibile via mare, per poi addentrarsi in strade, villaggi, memorizzare gesti di vita locale carichi di significato, incrociare sguardi da non dimenticare mai pi¨.

Come ho fatto a comunicare senza sapere una parola delle lingue del posto Ŕ un vero miracolo!

E' una grande sorpresa scoprire che la gente Ŕ pronta e disponibile ad incontrarti, a mostrarsi e svelarsi con la massima spontaneitÓ.

Andare lontano e non fermarsi a conoscere e scoprire l'altro significa non essere neanche mai partiti. Il mio viaggio continua tutti i giorni, ogni volta che ci penso e non dimentico le mille realtÓ diverse incontrate.

Flash indelebili: l'ingresso notturno nella baia di Gibilterra tra frangenti dirompenti, guidati dal faro della Rocca e un sinistro corno da nebbia; la moschea di Casablanca illuminata a giorno prima dell'alba; le collanine di conchiglie e denti di squalo che hanno preso forma su una spiaggia di Capo Verde; le centinaia di delfini che ci hanno accompagnato lungo la rotta, il grandioso spettacolo di onde oceaniche che montavano dietro la nostra poppa che le sfuggiva sempre; la vegetazione prorompente delle foreste pluviali caraibiche, i reefs corallini e i suoi abitanti multicolor, il ballo scatenato e senza pudori dei locali e tutte le musiche frastornanti e non che ho sentito in giro, le voci nella radio di bordo della trib¨ galleggiante, la magia di internet in capo al mondo.

 Acqua: elemento primordiale, che purifica la mente, accogliente, ospitale e rassicurante quando ti culla, capace di giocare con la barca ma mai minaccioso, ritmo e infinito mezzo sonoro, profondo blu da meditazione. Tutto ci˛ unisce in un incastro che combacia a meraviglia isole brulle ma altrettanto belle di quelle lussureggianti, accecanti sabbie bianche o nere, odori e profumi, macchie di colore e sorrisi belli da stordire.

 Grazie ad un'onda su un'ondaů

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