Giulia Zaffagnini,  5 giugno 2014

Un contributo molto interessante di una studentessa con introduzione di Dario Ghelfi

 

 

 

Le studentesse iscritte al 2° anno dell’Università di Bologna,  Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, possono sostenere l’esame di Geografia, solo dopo aver partecipato ad un Laboratorio di Geografia di OTTO ore. Non c’è un esame, ma il docente, in questo caso chi scrive, alla fine assegna un giudizio, articolato da insufficiente, a sufficiente, da buono ad ottimo. Le studentesse (sono quasi tutte ragazze) sono tutte motivate, educate, brave, per cui esclusi i primi due giudizi, il problema era quello di differenziare il “buono” dall’”ottimo”. Per cui ho avanzato una proposta alle ragazze: assicurato a tutte il “buono”, avrei assegnato l’”ottimo” a chi mi avesse presentato un qualsiasi elaborato di geografia, che richiamasse le attività svolte o ipotizzate da me nel laboratorio. Un “compito” a casa volontario; con mia grande sorpresa molte l’hanno presentato sacrificando (i tempi erano strettissimi per l’esame “finale” di geografia) serate, sabati e domeniche. Tutti gli elaborati presentati sono di buona fattura, molti eccellenti. Ne presentiamo uno, di Giulia Zaffagnini, un video dal titolo “La vita è il viaggio più bello”. Questa bella ragazza di Faenza (ma è nata a Pittsburg – Pennsylvania e questo la dice lunga sul suo amore per la geografia) è riuscita a raccontare e a coniugare tra di loro le città di Porto,  Portovenere e la Val Badia ed i suoi masi, richiamando storia e tradizioni, giocando con la cartografia e la fotografia. Quando arriva a parlare, poi, del cioccolato della Pennsylvania i rimandi non sono più alla storia, ma allo sfruttamento minorile, ai bambini costretti a lavorare per le multinazionali americane, con la storia che ritorna, poi, prepotentemente allorquando il video ci presenta il “Muro della vergogna” nei Territori Occupati. Un video eccezionale, ma è alla fine che Claudia esibisce il suo colpo di genio, che non anticipiamo, per non togliere la sorpresa. Con un’osservazione, per noi che le incontriamo all’Università: queste ragazze, come Giulia, letteralmente divorata dalla curiosità, sono straordinarie. Sono motivate e pratiche, creative e sognanti; non bisogna spingerle o spronarle; il nostro compito è semplicemente quello di lasciarle andare.

Dario Ghelfi

 

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