4 agosto 2004

Dario Ghelfi

 

                                         STRAGI  ED AMBIENTE

 

  Poche note su una questione che ha colpito in questi ultimi tempi l’opinione pubblica italiana e che rischia di aggravare una situazione, già di per sé sull’orlo del collasso.

 

         Sull’A1, per tutta una serie di cause e circostanze, si verifica l’ennesimo incidente stradale, con un alto numero di morti. Di qui tutta una serie di interventi, di polemiche, di richieste di inasprimento delle pene per chi contravviene alle norme e via dicendo e nessuno che si stupisce, quando c’è chi sostiene che bisogna osservare le distanze di sicurezza (ma c’è chi abbia considerato che in ragione dei metri che ci debbono essere tra un veicolo e l’altro, anche andando a velocità bassa, le autostrade dovrebbero chiudere in questi periodi di esodo per le vacanze). Il fatto è che siamo in troppi sulle strade, con un’assoluta maggioranza di automezzi più o meno pesanti.

 

         Ora, poiché in tutti questi incidenti sono spesso coinvolti automezzi pesanti, la polemica si arroventa, tra le associazioni dei consumatori che chiedono l’assoluto divieto di circolazione di quelli e gli autotrasportatori che rinfacciano agli altri la loro pretesa di avere sempre i negozi forniti.

 

         Ma si profila una soluzione pericolosissima, con i nostri servizi televisivi che fanno passare interviste su interviste in cui tutti, autotrasportatori e gente in vacanza, sono d’accordo su un punto: raddoppiare le corsie e, perché no, fare nuove strade ed autostrade. Aumentiamo la cementificazione, ma poi non lamentiamoci se il degrado ambientale porterà altre sciagure, stragi molto più devastanti di quelle che abbiamo quotidianamente nelle strade (ma non andava tutto bene con la patente a punti? é da tempo che ce lo ripetono in tutti i telegiornali).

 

         Questo è un discorso politico ed il grave è che la gente sembra non accorgersene; nessuno che rifletta sulla situazione che vede il nostro Paese avere un trasporto su ferrovia che non credo arrivi al 5% nei confronti di quello totale. Qui non si tratta di fare nuove strade e/o di allargarle; qui non si deve fare un metro di strada in più! Bisognerebbe premiare quel partito politico che ponesse nel proprio programma elettorale la riduzione (fosse di pochi chilometri) della rete stradale italiana!

 

         E non dimentichiamo che le auto e gli autocarri vanno con il petrolio, una sostanza per cui si fanno le guerre. Perché siamo in Irak e perché siamo venuti via (americani compresi) dalla Somalia?

 

 

       ritorna a hyde park