2 marzo 2009   Dario Ghelfi

NON CAPISCO

 

Considerata l’assoluta sua ignoranza nel settore giuridico, lo scrivente, non avendo gli elementi per comprendere i fatti, si pone alcune domande:

La Procura di Udine ha iscritto nel registro degli indagati il padre di Eluana Englaro e i membri dell’”equipe” che ha applicato il protocollo per la “fine vita” della ragazza; ma il protocollo non era stato autorizzato dalla Corte di Cassazione?

L’accusa è di omicidio e non di violazione del protocollo. Ma allora, l’iniziativa della Procura di Udine, presuppone una responsabilità della Corte di Cassazione?

La Procura ha comunicato che è un atto dovuto, in seguito ad esposti di terzi; il caso sarà, dunque, risolto in fase istruttoria?

L’applicazione del protocollo, comunque, non ha portato alla morte immediata Eluana Englaro; sono passati alcuni giorni. Come mai, se era in corso l’organizzazione e la pianificazione di un omicidio, le autorità non sono intervenute ad impedirlo? Valeva la sentenza della Corte di Cassazione? E ora non vale più?

C’è qualcuno che può stabilire che una sentenza della Corte di Cassazione è nulla? Se sì, chi? Associazioni di cittadini che inviano esposti? Altri organi della magistratura? Ma quella sentenza può essere dichiarata nulla?

Trattandosi di accusa di omicidio, saranno incriminati soggetti istituzionali per omissioni di atti d’ufficio?

 

 


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