3 feb 2003

Beppe: Anche il Corriere sugli inchiostri

 

Una  interessante nota sul Corriere della Sera del 18 gennaio scorso porta all'attenzione del pubblico un problema molto sentito da chiunque abbia per passione o per mestiere la necessità di usare le stampanti a getto d'inchiostro.

Per argentoeno l'argomento è ovviamente legato alla stampa di tipo fotografico (o parafotografico); infatti molti hanno preso o ripreso il gusto di produrre delle immagini grazie a questa tecnica di stampa, ma avrebbero bisogno di redditi da petrolieri per alimentare la sete vorace delle stampanti con i costi assurdi delle cartucce di inchiostro originali.
Di norma si ripiega sulle compatibili o addirittura sugli inchiostri acquistati sfusi e "siringati" dentro la cartuccia, ma gli ostacoli frapposti dagli astuti monopolisti o aspiranti tali sono sempre più duri.
Per amore di verità bisogna anche dire che non sempre gli inchiostri "compatibili" sono all'altezza degli originali: io ho trovato casi di neri tendenti al magenta o di puzze atroci nei colori; tuttavia il grandissimo risparmio induce a tollerare qualche compromesso.

La cosa che mi sembra più interessante nella segnalazione del Corriere è appunto la segnalazione in sè; vale a dire, mi fa molto piacere che un autorevole organo di stampa abbia attenzioni per questo argomento poichè nella infinita discussione sui prezzi e sull'inflazione, sulla libera concorrenza e sui diritti del consumatore, mi sembrano spesso sottovalutati questi temi. E' pur vero che non si parla di generi di prima necessità (ma spesso di strumenti di lavoro) tuttavia la criticabilità di certe politiche commerciali mi sembra comunque meritevole di attenzione.

A questo proposito mi pare anche il caso di sottolineare l'assenza delle Associazioni dei consumatori in questi campi; io non ho mai sentito una campagna a favore del diritto di scelta dei materiali consumabili, nè un raffronto sui prezzi fra originali e compatibili, nè una vera comparazione fra prodotti che tenga conto del rapporto prezzo/qualità.

Grazie quindi al Corriere e speriamo che anche questo porti una pietruzza alla costruzione di un sistema di effettiva difesa del consumatore.

beppe

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