1 maggio 2013, Dario Ghelfi

DEL VIAGGIARE, DEL DARSI DA FARE

 

Da Modena a Marsala e dintorni

           Intanto lo svegliarsi presto, con l’orario fissato sul cellulare e sulla sveglia di casa (sempre almeno due punti di riferimento, perché, in questa epoca definita super tecnologizzata, non bisogna assolutamente affidarsi ad un unico strumento). Alle 5.45, per uscire di casa alle 6, per arrivare alla fermata dell’autobus (circa 10 minuti di cammino), che porta (con una percorrenza media di 20/25 minuti) a quella della navetta che collega Modena all’aeroporto di Bologna. La navetta parte alle 7,19, per cui, se si prende la corsa dell’autobus delle 6.21, si arriva in tempo per acquistare all’edicola i giornali e di prendere un caffè. I tempi, tutti, sono stati preventivamente calcolati, dopo essersi, ancora, accertati che il giorno 24 aprile (un mercoledì) è un normale giorno “scolastico”, con più corse degli autobus; se le scuole avessero, infatti, attivato il/un “ponte” (sospensione delle lezioni dal 22 al 24, per collegarsi con la festività del 25 aprile) non ci sarebbe l’”orario scolastico”, con conseguente drastica riduzione del servizio.

          Così tutto funziona regolarmente e poco dopo le 8 siamo all’aeroporto di Bologna. L’aereo per Trapani Birgi parte alle 10.25 e sembrerebbe che ci sia tempo in abbondanza, ma, si vola con la Ryanair e se devi consegnare il bagaglio in stiva, occorre andare alla Terminal Est, che non è proprio vicino, dato che c’è una sorta di trenino (tipo giostra per bambini), che va e viene dalla sede centrale a quel terminal. Il tutto comporta una perdita di tempo di circa mezzora, malgrado le formalità siano ridotte e rapide (perché tutti hanno effettuato il check-in on line, non in quanto  tecnologici, ma perché per chi non lo fa c’é una penalità che praticamente supera il costo del biglietto).

          Volo senza storia da Bologna a Trapani, laddove anche il recupero del bagaglio è veloce; c’è un autobus per Marsala dopo circa 40 minuti e si giunge rapidamente alla Stazione delle autolinee della città. Ora bisogna raggiungere l’hotel (prenotato; se il viaggio non è “aperto”, con ricerca di mete “aperta” e di pochi giorni, ci sono ottimi servizi, come www.booking.com  , che ti permettono di prenotare gli alberghi in anticipo e senza rischi). Puntata (SEMPRE OBBLIGATORIA) alla prima edicola, per comperare la mappa della città, la qual cosa permette di individuare la via dell’hotel. Scatta, comunque, immediato, il riflesso condizionato che rimanda alle prime regole del viaggio autonomo:

1.    appena arrivi in un luogo (e devi farlo di mattina o nel primo pomeriggio) cerca dove dormire (l’hotel);

2.    cerca subito di sapere come farai ad andare via di lì.

Non abbiamo problemi relativamente al primo punto, ma per il secondo, sì,

anche per il fatto che la sera successiva dobbiamo essere a Sciacca, dove abbiamo già prenotato un altro albergo. Un’informazione particolare sulla Sicilia, ce l’abbiamo già, perché ne abbiamo avuto contezza in altri viaggi. Se a Modena o a San Paulo do Brasil c’è una stazione delle corriere, da dove si parte per tutte le destinazioni che quelle città da lì si possono raggiungere, questa regola non vale sempre per la Sicilia, laddove le varie compagnie di trasporto collocano, non tutte ovviamente, in vie e piazze diverse dalla Stazione delle corriere (laddove ci sia una struttura simile) le loro fermate. Prendiamo, ad esempio, Palermo. Le corriere appaiono concentrate in un’area (non so bene se si possa definire Stazione delle corriere) a cui si accede, entrando nella Stazione ferroviaria e percorrendo, poi, la piattaforma del binario n. 1. Ma non tutte le corriere e per non tutte le località; altri punti di partenza sono collocate nelle vie limitrofe (sempre nell’attorno alla Stazione ferroviaria), ma vai a saperlo; devi chiedere continuamente.

          Così chiediamo all’edicolante se l’autobus per Sciacca (linea Trapani – Agrigento) parte dalla stazione delle corriere, laddove siamo appena arrivati; certamente NO! Parte da tutt’altra parte, da una piazza che risulta “fuori” (anche se di poco, dice l’edicolante,) dalla mappa; ce ne dà l’indirizzo preciso: nome della piazza e della via immediata di accesso (che si intravvede nella mappa). E così la prima cosa da fare, dopo essersi registrati nell’hotel è sperimentare il percorso che dovremo fare l’indomani sera, calcolare i tempi (rallentati dalla valigia). Fortunatamente attraverseremo la città, la sua parte centrale e pedonale e non butteremo via il nostro tempo; dovremmo impiegare una ventina di minuti (magari 25 con la valigia).

   

                                             La Chiesa Madre di Marsala

    

L’ipotesi della visita alla Stagnone, per il 25 aprile

           La meta finale del nostro piccolo viaggio è Sciacca; se siamo partiti un giorno prima e siamo scesi a Marsala, è perché vorremmo visitare lo Stagnone di Birgi, un’ampia area racchiusa tra la costa e una lunga isola, che apre al collegamento al mare e che racchiude al suo interno un ampio specchio d’acqua, con tre isole minori, tra cui Mozia, con la sua città punica, le sue saline ed i famosissimi e coreografici mulini a vento. Ma l’indomani sarà il 25 aprile!

          Si pone immediatamente un secondo problema, che è abbastanza specifico per la Sicilia (c’è anche nel resto d’Italia, ma qui è più pesante). Nei giorni festivi i servizi pubblici (treni, dove ci sono, ed autobus riducono drasticamente le loro corse, al minimo assoluto o addirittura le cancellano). Esempi locali: il servizio della Lumia, da Trapani, passando per l’aeroporto di Birgi, ad Agrigento, con fermata a Sciacca si effettua giornalmente, con alcune corse; nei giorni festivi c’è UN’UNICA CORSA che parte da Sciacca alle 20.22, nella famosa fermata che abbiamo accertato nell’indagine descritta precedentemente. Che cosa ci aspetta per l’ipotizzata visita allo Stagnone? Da Internet sappiamo che le visite allo Stagnone e all’isola di Mozia, per il tramite di appositi battelli, funzionano tutto l’anno; quello che non è chiaro, che non compare da nessuna parte (almeno noi non l’abbiamo visto) è come arrivare da Marsala allo Stagnone; sono a mala pena 9 chilometri, ma non si possono certamente fare a piedi, all’andata e al ritorno, non fosse altro per il tempo che si perderebbe e per il fatto che, nella nostra specifica situazione al 24 aprile, abbiamo un tempo piuttosto incerto, con pericolo di pioggia (9 e 9 chilometri sotto l’acqua non sono gran che). Un colpo di fortuna; alle 15 apre l’Ufficio del Turismo (o come si chiama), con una impiegata estremamente cortese e, lo si vedrà subito, efficiente. Ovviamente non c’è alcun collegamento pubblico con lo Stagnone, si favoleggia di una navetta comunale nell’alta stagione (dove potrebbe anche essere possibile affittare delle biciclette), ma per l’indomani, 25 aprile, unica possibilità è il taxi. Come viaggiatore autonomo ho sempre avuto una certa avversione per i taxi, ma qui non c’è niente da fare; mi preoccupa la fortuna che rischio di dilapidare, anche per il fatto che ho bisogno due volte del taxi, la prima per andare e la seconda per farmi venire a prendere, magari al pomeriggio, effettuate le visite programmate. Tentiamo comunque; l’addetta comincia a telefonare. Qualcuno non risponde, un altro è già impegnato, alla fine ce n’è uno libero. Ci accordiamo; viaggio al mattino; ritorno al pomeriggio all’ora che concorderemo; prezzo incredibilmente non esoso: 25€. Affare fatto; al mattino l’autista si presenta più che puntuale, alle 8.25 in vece che alle 8.30, passa con l’auto, allungando il percorso, in certe contrade di Marsala per farmele vedere, raccontandomi della città, comportandosi come una guida; al ritorno uguale correttezza e professionalità, alle 15.25 in vece che alle 15 pattuite.

Visita alla Stagnone ed a Mozia.

  

                                                  Carta dello Stagnone

 

Saline nello Stagnone

 

                                                Isola di Mozia

 

Per Sciacca e a Sciacca

           Dall’hotel alla “fermata” della Lumia a Marsala, per Sciacca. Affisso ad un palo dell’illuminazione pubblica, in alto, tanto da impedire di leggere gli orari, c’è una tabella (forse 20 cm per 20 cm) che riporta gli orari; fortunatamente un avviso cartaceo delle stesse dimensioni è affisso alla vetrata di un bar, che ovviamente, a quell’ora e in giorno festivo, qual è il 25 aprile, è chiuso. L’autobus è in leggero ritardo (una decina di minuti), ciò che determina l’affacciarsi di pensieri foschi (è cambiato l’orario? C’è in corso uno sciopero? Come mai non c’è nessuno?), ma arriva (non c’era nessuno perché evidentemente nessuno di Marsala doveva andare a Sciacca o ad Agrigento); il viaggio si svolge regolarmente. Abbiamo già detto del fatto essere quella corsa serale l’UNICA nei giorni festivi, ma c’è dell’altro. L’autobus arriva alle 21,30 a Sciacca, ma non alla solita fermata delle corse feriali, che ben conosciamo, in Via Agatocle, a ridosso della Villa Comunale (è una sorta di stazione delle corriere; ci sono corse perfino per Roma) ma, dall’altra parte della città, di fronte all’Ospedale. Questa cosa la sapevamo già, avevamo individuato l’Ospedale (quello Nuovo da non confondere con quello Vecchio) ed avevamo accertato, che si trattava di camminare in discesa, per raggiungere l’hotel prenotato, fatto non secondario quello della discesa, perché Sciacca è costruita in alto su delle rupi e il “mio” hotel è al Porto al livello del mare (tanto per chiarire; praticamente dalla strada del porto, che una scalinata che sale, fino alla piazza centrale della città: sono 242 gradini!).  A parte i 2/3 o più chilometri di distanza, camminare con una valigia per strade magari trafficate, al buio, consultando la carta, non è il massimo. A questo punto, stabilito che c’è un limite a tutto, telefono all’hotel (di cui sono già stato cliente) e chiedo se è loro possibile venire a prendermi, cosa che senza problemi si verifica.

Ipotesi Scala dei Turchi

Da Sciacca un’escursione d’obbligo è quella che porta, a poche decine di chilometri, sulla strada per Agrigento, a Realmonte, alla Scogliera dei Turchi. Si tratta di una falesia in marna bianca, che sovrasta la spiaggia; le immagini che troviamo in Internet ci presentano qualcosa di veramente spettacolare. Da ricerche espletate sul web mi sembra di aver capito, che ci dovrebbe essere, almeno nei giorni feriali, una corsa (una sola?) che partirebbe da Sciacca alle 15. Non ho capito se c’è un ritorno. Ad ogni modo c’è la solita questione; si arriva a Realmonte, che è una cittadina, poi bisogna scendere verso la costa, e quanti chilometri saranno? E si scende perché poi, effettuata, come diremo più avanti, la visita, risalendo contiamo sulla scalinata che ci porta alla strada, 140 gradini. Proprio sembra che se non si ha l’auto sia impossibile (non so in alta stagione) arrivare a questa falesia, che è stata annoverata tra i Patrimoni dell’Umanità, dall’Unesco.

  

                                      Falesia; la Scala dei Turchi

Nel nostro caso specifico, il problema non si è posto, perché abbiamo avuto il piacere di essere accompagnati da amici (che poi, al rientro mi hanno portato al Castello Incantato, un singolare luogo che raccoglie centinaia di teste umane scolpite da tale Filippo Bentivegna, in odore di pazzia, ed ora, riconsiderate e oggetto  di studi critici, come opera significativa del Novecento … [con lo stesso Castello] …oggi fondo di proprietà della Regione Siciliana … gestito da una cooperativa culturale “ (http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Bentivegna).

 

                                                         Teste nel Castello Incantato

Ritorno a Modena

           Il ritorno, effettuato di domenica (il 28.04) è stato condizionato, ancora una volta, dalla mancanza di corse pubbliche. Da Sciacca, per Aeroporto di arrivo, Trapani Birgi (che avremmo certamente scelto, perché da lì la Ryanair effettua un volo su Bologna, diretto), di domenica non ci sono possibilità di accedere, o per lo meno, in concomitanza con l’orario del volo. Queste cose ovviamente le abbiamo sapute prima di partire, per cui il ritorno è stato dirottato su Palermo. Da Sciacca, alla domenica, parte una sola corsa per Palermo, ma è alle 9 di mattino e l’aereo per Bologna parte dopo le 15. Resta il fatto che questa corsa non porta direttamente all’aeroporto, come succede per altre nei giorni feriali, ma a Palermo città, alla Stazione ferroviaria. Lì, però, ci sono shuttle che partono ogni mezzora per Punta Raisi. E’ una scelta che avremmo evitato, perché il volo per Bologna, ha uno scalo a Roma Fiumicino e gli scali vanno possibilmente evitati, perché una mancata coincidenza, dovuta ad un ritardo, può rendere poi difficoltoso il rientro a casa. A Bologna poi c’è la scelta (operata in relazione agli orari d’arrivo dell’aereo) tra la navetta che porta direttamente a Modena e uno shuttle che porta alla Stazione Centrale, da dove ripartire in treno per Modena. Il tutto funziona bene fino ad un certo orario e bisognerebbe arrivare possibilmente verso le 20 (anche se a Modena, comunque, gli autobus dopo le 20 non circolano più).

Nel nostro specifico caso, tutto è andato per il meglio, incasellando gli orari dello shuttle per la Stazione, con quelli del treno per Modena.

 

 


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