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Febbraio febbraio, sei come gennaio

I vagabondaggi di Roberto trovano a volte una luce che tutti i fotografi sognano, ma non tutti saprebbero utilizzare così.
Mi fanno venire in mente vecchissimi versi (ricordi da scuola elementare, non chiedetemi l'autore)

Febbraio febbraio
sei come gennaio
hai l'erba del fosso intristita
e l'orto ancor privo di vita
attorno alla lenta fontana
s'arrabbia la gran tramontana.
Eppure febbraio
non sembri gennaio
perché lungo il ciglio del fosso
col canto del bel pettirosso
il ghiaccio comincia lo sgelo
e dentro si specchia un po' il cielo.

Che bello quando le parole e le immagini si sposano.
 

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