a cura del Punto-CLE di Verona


 


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convegno I MILLE VOLTI DEL ROMANZO

Verona 23 febbraio 2007

 

L’associazione Italiana di Cultura Classica,  il Centrum latinitatis Europae e la Società di lettere, arti e scienze, hanno organizzato il convegno ‘I mille volti del romanzo’ che si è svolto il 23 febbraio presso il Museo Civico di Storia Naturale alla presenza di un vastissimo e variegato pubblico. La presidente  dopo i ringraziamenti di rito, legge la lettera del Presidente della Regione Veneto Gian Carlo Galan che esprime "...vivo e sincero è il mio apprezzamento per l’attività del Centrum Latinitatis Europae e dell’AICC , tesa a diffondere quella cultura classica che rappresenta la radice imprescindibile della civiltà italiana ed occidentale e riconosce che il panorama è  esteso quanto intenso, spaziando dall’antichità classica alla contemporaneità"

 "I requisiti di fondo   "Per leggere un romanzo" sono: la capacità di leggere, (decodificare e capire un testo), la curiosità di scoprire una storia, il talento  di gustarla e la volontà amorosa di assaporarla fino alla fine. (Elisa Zoppei). Sia l’autore che il lettore vedono l’invisibile, vedono una realtà che è controparte di un sogno : il romanzo è un sogno cui il protagonista assiste dalla propria coscienza.

E proprio il Sogno sembra essere la figura chiave, assieme al Velo, per leggere ’il romanzo’ di Giuseppe, che occupa gli ultimi 14 capitoli del libro della Genesi ed è stato l’argomento dell’applauditissimo intervento di Luciano Battizocco ( ‘il romanzo del Principe dei sogni’). Tre i meccanismi narrativi che mettono in moto il racconto biblico, ognuno dei quali è ricavabile da una fiaba molto nota. Ad ognuno di questi si può abbinare un Eroe tipico della civiltà occidentale: Achille a Capuccetto rosso, Ulisse a Pinocchio, Giuseppe a Cenerentola. Il posto di Giuseppe fra i miti di fondazione dell’Occidente gli è assicurato per sempre dal fatto di incarnare il mito dell’Arrampicatore Sociale (appunto, Il Cinderella  Man). Pur tuttavia, non si può confondere il ciclo di Giuseppe con il Romanzo greco: dietro al primo sta il fondamento di un Dio Singolare, dietro al secondo sta solo il moralismo ‘borghese’  di un Impero che assomiglia in modo inquietante alla realtà dei nostri giorni.

E proprio qui si innesta l’intervento multimediale di Gloriana Ferlini e Gaetano Miglioranzi che hanno parlato del Satyricon di Petronio (con il supporto di materiale audiovisivo prodotto dalla scuola di teatro del Maffei)  come un acceso quadro delle depravazioni e degli eccessi pagani, che  in realtà è allegoria della decadenza attuale, Satyricon come rievocazione d'una società che affonda nel disordine e nel caos: Babele di lingue che si trasformano in gerghi metropolitani, frammentazione d'azioni e di pensiero che richiamino all'energia sincopata da "video clip". Satyricon come mondo immenso, spento desolato osservato cinicamente con occhio "pulp" dove tutto è il contrario di tutto, il riconoscimento negato, travisati i riferimenti, dove la tragedia diventa grottesca e comica, dove la commedia diventa violenza, la diversità conformismo, la ricchezza miseria, il lusso degrado, l'arte spazzatura, la musica rumore 

 Il Convegno è proseguito con l’intervento di Stefano Aloe: prima di diventare acquisizione universale delle coscienze, il romanzo russo diventa improvvisamente una moda con il volume di E.M. de Vogüé Le roman russe, edito a Parigi nel 1886. La fama di Tolstoj e Dostoevskij, e in misura più ridotta di altri autori russi, trova una prima enorme risonanza grazie alla fortuna di questo libro. Questi scrittori diventano già alla fine dell’Ottocento un modello imprescindibile, per es. in Italia per il giovane D’Annunzio.

 Annarosa Poli, esperta europea di George Sand, ha illustrato, con il suo stile avvincente ‘Gli aspetti emblematici del rivoluzionario romanzo romantico francese’ Genere proteiforme, senza regole fisse, il romanzo si presenta come il più adatto alla rappresentazione della vita: la libertà nell'arte, rivendicata in quell’epoca, trova il suo luogo ideale per esprimersi; permette all’individuo di esternare il conflitto latente che lo impone a una società in mutamento dove il potere del denaro modifica le relazioni sociali e in cui l’ uomo parte alla conquista di una posizione nel mondo e attraverso quest’ultima, di se stesso. Per concludere va messa in luce la modernità delle intuizioni sandiane. Rivolgendosi allo scienziato  Berthelot, qualche giorno prima di morire, si è rivelata una straordinaria “veggente” così come lo era stata spesso nelle sue opere. Scriveva infatti all’amico: «Vous dites que l’avenir du monde appartient aux savants, qu’ils sont tout, et nous autres ignorants, rien qui vaille. Vous dites que la démocratie ne peut rien pour le progrès et qu’elle doit le subir sauf à être exterminée par lui, si, ne le comprenant pas, elle y fait obstacle(…) Nous voici donc lancés dans des guerres atroces où vous régnez par la terreur, et votre science de destruction augmentant toujours, chaque nouvelle guerre sera plus meurtrière que les autres, jusqu’à ce que vous restiez seuls en face de vos instruments formidables, n’ayant plus d’autres ressources que de faire sauter la planète pour en finir. »

 Nel giudizio di Gabriela Cordini  carattere del Realismo Spagnolo è il suo essere romanzo di costume (Pérez Galdós. "Marianela") e suo merito precipuo è avere  avuto grande ripercussione nella letteratura ispano-americana

In Dario Ghelfi lo studio delle letterature extraeuropee nasce dall’interesse per la storia e la geografia, perché solo il  letterato dà e possiede saperi che vanno verificati in loco. Proustianamente infatti il vero viaggio di ricerca non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell’acquisire nuovi occhi. La funzione di portale che apre al mondo del romanzo la svolge in maniera quasi materica la copertina dell’oggetto volume: con una carrellata di 50 e più opere per lo più di autrici da lui visitate con lo spirito di geografo d’altri tempi, Ghelfi edifica così  una sorta di portolano letterario degno di un Marco Polo dei nostri  giorni .

Ampio e molto partecipato il  dibattito a conclusione dei lavori. 

Angiolina Lanza

 

 

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